Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars e leader politico di #Diventeràbellissima
Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars e leader politico di #Diventeràbellissima

«La Regione vieta ai Comuni della riviera ionica di scaricare le proprie acque nei depuratori ormai inadeguati e al tempo stesso toglie dal proprio bilancio i fondi per progettare l’adeguamento dei depuratori medesimi. Siamo alla schizofrenia politica». A lanciare l’allarme, con una interpellanza urgente presentata al’Assemblea regionale all’attenzione del governo Crocetta, è l’esponente dell’opposizione all’Ars Nello Musumeci, secondo il quale «se è vero che il mancato rinnovo dell’autorizzazione regionale all’utilizzo dei depuratori rivieraschi paralizza di fatto la potenziale apertura di nuove attività commerciali e blocca il rilascio di abitabilità a nuovi edifici, è anche vero che la perdurante inefficienza delle strutture rischia di compromettere seriamente la balneabilità lungo la costa, con l’inevitabile inquinamento del mare. Serve dunque mettere i Comuni nelle condizioni di ammodernare con urgenza i depuratori, ma la Regione sembra muoversi in direzione opposta».

L’emergenza Alcantara. Nel suo atto ispettivo, Musumeci chiede «l’intervento urgente della Regione per mettere in sicurezza il depuratore consortile di contrada Pietre Nere nel quale scaricano Taormina, Giardini, Letojanni, Castelmola, che con le ultime piene dell’Alcantara ha già rischiato e continua a rischiare di essere messo fuori uso dalla furia dell’acqua, che ha provocato il crollo di alcuni muri». Il depuratore di Taormina e Giardini viene ormai da tempo minacciato dalle acque dell’Alcantara, che rischiano di arrecare gravi danni alle struttura di trattamento delle acque del primo polo turistico siciliano, in una zona dove si trova anche un traliccio Enel (destinato dall’ente erogatore ad uno spostamento d’urgenza) che serve circa 3 mila utenze ubicate da Giardini e Trappitello sino a tutta la Valle dell’Alacantara e i centri etnei che arrivano a Giarre. Il Consorzio Rete Fognante ha chiesto a più riprese aiuto alla Regione ma da Palermo, in concreto, non sono mai arrivate sinora notizie positive e, soprattutto, non sono stati sin qui concessi i fondi necessari ad intervenire ed effettuare la risagomatura dell’argine sinistro del fiume.

Altri problemi eclatanti. Secondo Musumeci «appare anche eloquente il caso del Comune di Calatabiano i cui due depuratori vanno adeguati agli standard europei ma il Comune non ha i fondi per intervenire. Cosa fa la Regione? Sollecita l’inoltro del progetto esecutivo per ammetterlo a finanziamento e nel contempo toglie dallo strumento contabile il Fondo di rotazione per le progettazioni. Risultato: il Comune non può più affidare l’incarico al progettista perché non ha le risorse per pagarne la parcella». Situazione ancora più grave a Mascali, il cui depuratore consortile è collegato con i Comuni di Fiumefreddo, Giarre, Riposto e Sant’Alfio. « Anche qui – si legge nella interpellanza – non si possono rilasciare ai cittadini nuove autorizzazioni allo scarico per il mancato rinnovo dell’autorizzazione da parte della Regione. Peraltro, il depuratore è stato posto sotto “osservazione” dalla Procura di Catania con la nomina di un direttore tecnico perché non del tutto compatibile con le nuove norme in materia».

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