Taormina Film Fest 2017. Il giallo sull’offerta arrivata in ritardo, Cavaleri: «Devono essere rispettati i criteri stabiliti dal bando»

Dello stesso avviso anche Fabio Longo: «Mi auguro che prevalga il senso di responsabilità e la trasparenza». Il 7 febbraio arriverà il parere legale e nella stessa giornata la commissione artistica dovrà decidere a chi affidare la gestione e l’organizzazione della prossima kermesse

1
1671

Tutto rinviato al 7 febbraio. A bloccare i lavori della Commissione di valutazione delle offerte per l’affidamento della 63° edizione del Taormina Film Fest una proposta giunta fuori tempo massimo. Si tratta di quella presentata dalla Agnus Dei di Tiziana Rocca. Non solo l’offerta sarebbe arrivata in ritardo rispetto all’orario indicato nel bando come termine ultimo, ossia le 12 del 16 dicembre, ma risulterebbe addirittura incompleta. Per la società che ha gestito il festival fino allo scorso anno si è profilato, dunque, il rischio esclusione. La Commissione ha richiesto un parere legale prima di procedere con l’esame dei dossier di candidatura.

Il giallo della mail. Stando a quanto previsto dal bando la proposta doveva essere inviata con tre mail distinte: la prima con la documentazione amministrativa, la seconda con l’offerta tecnica ed artistica, la terza con il piano finanziario dell’offerta. Il bando, inoltre, pone come termine ultimo per presentare le candidature le 12 del 16 dicembre “pena l’esclusione”. A sua discolpa il rappresentante legale della Agnus Dei ha prodotto un documento che indicava un tentato invio della mail con la documentazione amministrativa venti minuti prima di mezzogiorno, ma non sarebbe arrivata a causa di una casella di posta intasata. Mentre le altre due mail risulterebbero comunque inviate oltre il termine utile. Quindi anche qualora fosse accettata la versione fornita da Agnus Dei, cioè quella del tentato invio della mail, ci troveremmo in presenza di un’istanza incompleta. Proprio a questo si appellano gli altri tre “pretendenti” alla gestione dell’edizione 2017 del Taormina Film Fest: la “Odeon France” di Firenze, la Videobank di Catania e la “Dea film” di Roma legata al giornalista e direttore artistico di Mare Festival Salina Massimiliano Cavaleri. «Il bando di gara parla chiaro – afferma Massimiliano Cavaleri – il rischio della mancata consegna è a carico del concorrente. Se ci sono delle regole devono essere rispettate».

E a farne le spese è ancora una volta il Festival. Dopo il mistero sul primo avviso per la manifestazione di interesse, il nuovo bando e l’annullamento a posteriori della prima seduta per l’apertura dei plichi contenenti le offerte prevista per il 16 dicembre, è arrivato l’ennesimo colpo di scena ad accorciare ulteriormente i tempi per l’allestimento della kermesse. «Le due settimane che ci separano dal verdetto della Commissione non sono poche. Ogni giorno tolto – sottolinea Cavaleri – è un danno irreparabile al festival, a Taormina e alla società vincitrice che si ritroverà ad organizzare la rassegna in soli quattro mesi. A questo punto non so quanto convenga aggiudicarsi l’organizzazione del festival».

Le ombre sulla gara. «A luglio il contratto tra la Agnus Dei e TaorminaArte era scaduto, nulla è stato fatto ed adesso arriva un ulteriore rinvio della commissione». Fabio Longo che per oltre otto anni ha collaborato nella Direzione Artistica del Taormina Film Fest come stretto collaboratore di Debora Young, quando ha ideato la sezione Campus poi proseguita anche con la gestione di Tiziana Rocca e Mario Sesti, commenta gli ultimi episodi della saga Taormina Film Festival. «Osservo con grande attenzione e preoccupazione – dichiara Longo – le vicende legate al festival, e dopo l’ultimo rinvio della scelta di chi organizzerà la prossima edizione non posso più sottrarmi dal dire la mia. Sta diventando una situazione incresciosa perché si sta mettendo l’interesse personale di pochi davanti al bene comune che è il festival di Taormina. Per avere un parere legale che dovrebbe rimettere in gioco una società che ha presentato una proposta formalmente e sostanzialmente non accettabile perché inviata incompleta e in ritardo rispetto al termine fissato dal bando stesso? Le regole valgono per tutti o no? E vanno rispettate? Questo atteggiamento, che qualcuno potrebbe pensare che sia arroganza di qualche burocrate – continua Fabio Longo – da scapito a fraintendimenti e getta delle ombre. Già le scorse gestioni del festival erano piene di ombre: infatti non si è mai capito quanto sia costata realmente la passata edizione, targata Agnus Dei, cifre ballerine di cui non si ha un bilancio ufficiale. Per non parlare dei contributi pubblici ottenuti dal festival, non vi è alcuna chiarezza: è stata sempre raccontata la favola di un “evento autoprodotto” ma poi si è scoperto che la manifestazione ha ricevuto contributi pubblici molto superiori di quello che c’è stato sempre raccontato. Qual è l’immagine che si vuole dare a questo festival? Dove le regole possono essere interpretate a piacimento? Perché a tutti i costi si deve cercare di forzare una situazione che rischia di finire in un contenzioso? Se la proposta di Agnus Dei venisse accettata dal parere legale, che spero non scritto dallo stesso avvocato che ha prodotto il bando, sarebbe un fatto da attenzione che potrebbe getterebbe qualche dubbio e i ricorsi che non farebbero bene a nessuno. Mi auguro – conclude Longo – che prevalga il senso di responsabilità e la trasparenza».

L’attesa del verdetto. Ora tutto è nelle mani dei legali. La commissione di gara composta dal giornalista e critico cinematografico Franco Cicero, dal dirigente dell’assessorato regionale allo spettacolo Alessandro Rais e dall’attore e regista Ninni Bruschetta, ha competenze di natura artistica e non giuridica. «Adesso non ci resta che attendere il parere legale – afferma Massimiliano Cavaleri – Ma se è stata scelta la strada della trasparenza, con l’affidamento tramite manifestazione di interesse, bisogna poi attenersi ai criteri stabiliti dal bando. E il ritardo di un solo secondo nella presentazione dell’offerta dovrebbe portare all’esclusione come avviene in qualsiasi altra gara d’appalto. Il verdetto arriverà il 7 febbraio e nella stessa giornata la commissione artistica dovrà decidere a chi affidare la gestione e l’organizzazione del prossimo Festival. Sempre che non partano i preannunciati ricorsi che dilaterebbero ulteriormente i confini della vicenda. «Il rischio è quello che l’iter possa andare incontro a dei ricorsi. Se da un lato la Agnus Dei, in virtù di quel tentativo di invio, potrebbe presentare ricorso contro l’esclusione, dall’altro se viene ammessa le altre tre società in corsa possono a loro volta presentare ricorso avanzando dubbi sulla regolarità la gara. Saranno poi le autorità giudiziarie a mettere la parola fine alla vicenda».

SHARE
  • Anonimo

    Avrei più che qualcosa da ridire sul “personaggio” chiamato in causa riguardo alle vicende relative al nuovo festival di Taormina. Questo personaggio, Fabio Longo, nel 2016 non ha collaborato con la direzione organizzativa del festival in quanto è stato ALLONTANATO per motivi GRAVI legati proprio alla mancanza di TRASPARENZA del suo operato (per dirla in due parole). Essendo direttamente informato dei fatti e testimone di diverse cose che riguardano il Longo, mi sento schifato nel leggere dichiarazioni buoniste e preconfezionate (che parlano proprio della TRASPARENZA) da parte di una persona come lui. Una persona che negli 8 anni di festival ha danneggiato molte persone per meri scopi personali. Ma presto la verità verrà a galla…