Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars e leader della opposizione
Nello Musumeci, presidente della Commissione Antimafia dell’Ars e leader della opposizione

«Le procedure di gara per il G7 siano trasparenti e incontaminate da pressioni interne ed esterne». Il monito arriva dal Presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, on. Nello Musumeci, e si registra a pochi giorni di distanza dalla presa di posizione in Commissione di Bilancio alla Camera da parte del presidente di Anac, Raffaele Cantone, che si era dichiarato contrario alle procedure semplificate per i lavori del summit del 26 e 27 maggio e che, al contempo, si era detto preoccupato del rischio di infiltrazioni mafiose tra le imprese interessate a realizzare le opere.

Riflettere sulla posizione Anac. «È chiaro ed è del tutto evidente che il campanello d’allarme lanciato da Cantone deve destare l’interesse di tutti – afferma il presidente Musumeci. È anche vero che noi sembriamo accompagnati da una sorte “maledetta” quando arriva il denaro pubblico e subito cala l’ombra della mafia, della corruzione e del malaffare. Non sempre alla fine è così, ma nella “terra del sospetto” è quanto possa bastare per rendere impossibile quello che altrove diventa semplice e facile. Credo che il Governo nazionale debba rendere conto, e farlo al più presto, delle preoccupazioni sollevate dall’Anac, dal presidente Cantone, e spetta alle autorità locali, al presidente della Regione ed al sindaco di Taormina esercitare le giuste e necessarie pressioni per rimuovere ogni possibile ostacolo».

I cantieri in ritardo. Musumeci si sofferma poi sui ritardi nell’avvio dei cantieri, non ancora partiti quando ormai mancano tre mesi esatti all’appuntamento con il G8 di fine maggio: «Credo che ci sia una evidentemente una preoccupazione generale sullo stato delle cose. Per quanto mi riguarda questa paura non è ancora supportata ancora da sufficienti elementi ma ho sempre paura che alla fine si blocchi sempre tutto. Per questo ritengo indispensabile che si debba rivendicare il diritto alla realizzazione delle opere. È importante tenere alta l’attenzione affinché le procedure siano trasparenti e incontaminate da pressioni interne ed esterne di qualsiasi genere».

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