Vladimir Putin e Donald Trump
Vladimir Putin e Donald Trump

Prosegue il giallo, o forse è meglio dire la telenovela, sulla possibile (ad oggi improbabile) presenza della Russia, e dunque del presidente russo Vladimir Putin, al G7 di Taormina di primavera. Mentre restano in vigore le sanzioni nei confronti di Mosca, qualcosa si muove e l’avvenuto insediamento di Donal Trump alla presidenza americana è evidentemente una “mina vagante” che aleggia sullo scacchiere politico internazionale. Per le prossime settimane, stando ai fatti, non è previsto ancora nessun incontro tra Putin e Trump, e lo ha detto a chiare lettere il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov in un’intervista con la Bbc. Ma c’è comunque dell’altro in pentola.

Prove tecniche di dialogo. «Il presidente degli Stati Uniti, anzitutto, è ora occupato dagli affari americani», ha detto Peskov. aggiungendo che la data del possibile incontro potrebbe presto essere discussa nel corso di un colloquio telefonico tra i due presidenti. Peskov ha spiegato che un potenziale incontro potrebbe avvenire nei “prossimi mesi” ma ad oggi non ci sono ancora informazioni a riguardo. E se quell’incontro, alla fine, dovesse avvenire a Taormina? L’Italia tifa apertamente per questa soluzione e già a più riprese – con buona pace di Frau Merkel – non ne hanno fatto mistero né il premier Paolo Gentiloni né il Ministro Angelino Alfano.

Le due facce della medaglia. In verità, Peskov ha anche detto che sarebbe «un grande errore» pensare che le relazioni Usa-Russia diventeranno «libere da contraddizioni e tensioni»: «Siamo le due più grandi potenze al mondo e non possiamo vivere senza frizioni e conflitti di interessi». Eppure, i due mondi divisi storicamente dal vento gelido della guerra fredda mai come adesso sembrano destinati a trovare imminenti punti di convergenza, perché i loro presidenti rappresentano in fondo le due facce diverse della stessa medaglia. L’America di Trump, l’America dell’esclusività a stelle strisce, l’America dell’uomo solo al comando contro tutto e tutti che promette di ridare al Paese la sua grandezza, sembra un fortino “putinizzato”. Resta da vedere se il patto di non belligeranza sull’asse Washington-Mosca verrà sancito al G7 di Taormina, o se invece a luglio al G20 in Germania.

© Riproduzione Riservata

Commenti