Vincenzo Garofalo
Vincenzo Garofalo

«È inaccettabile che l’autostrada A18 Messina-Catania sia ridotta nelle condizioni nelle quali è ridotta; inaccettabile che si debba aspettare un G7 perché si intervenga, ma è addirittura vergognoso che lo si faccia solo nella tratta autostradale che verrà percorsa dai partecipanti al Vertice senza tenere conto dei comuni cittadini che pagano regolarmente un pedaggio per avere in cambio un servizio inadeguato». Lo ha dichiarato il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera dei deputati, Vincenzo Garofalo, in merito alla situazione disastrosa della A18 Messina-Catania, sulla quale si è scatenata la protesta anche sui social network con un apposito gruppo nato su Facebook e che ha già visto l’adesione di oltre 6 mila persone. «Trovo, altresì, inaccettabile – prosegue il deputato – che il presidente del Consorzio autostrade siciliane risponda alle numerose denunce sulle condizioni nelle quali versa la A18 dicendo che verrà sistemata quando arriveranno i fondi del Patto per la Sicilia, dal momento che il Consorzio incassa ogni anno 80 milioni di euro da cui dovrebbe attingere per i lavori di manutenzione ordinaria».

Trovare subito soluzioni concrete. «Ricordo al presidente – dal momento che le lettere di sollecitazione e denuncia che gli ho inviato fino a oggi non hanno prodotto alcun effetto concreto – che grava sul CAS, in qualità di soggetto che gestisce la rete autostradale, il dovere di garantire la sicurezza degli automobilisti e che i fondi del Patto possono servire per i nuovi svincoli o per l’ammodernamento tecnologico, ma certamente non per la sistemazione dell’asfalto, il ripristino del guard rail o la sistemazione del verde, che rientrano nei lavori di manutenzione ordinaria e per i quali siamo in attesa di un intervento, tanto nella A18 quanto nella A20. Mi auguro – conclude Garofalo – che questa volta il Presidente – che di certo percorre le suddette tratte autostradali e si rende conto delle pessime condizioni nelle quali versano – intervenga in tempi brevi proponendo soluzioni concrete per porre rimedio ad una situazione divenuta intollerabile e da molto, troppo tempo, denunciata da più parti e, fino a oggi, inutilmente».

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