Chiesa San Giuseppe di Taormina
Chiesa San Giuseppe di Taormina

La Cei dà il via libera al finanziamento di una tranche dei lavori per la ristrutturazione della Chiesa di San Giuseppe di Taormina ma adesso comincia la corsa contro il tempo per reperire l’altro 50% di fondi che manca all’appello per l’esecuzione dell’intero piano di interventi. Si potrebbero già riassumere così, tra notizie buone ed altre invece un pò meno incoraggianti, gli sviluppi della situazione del sito sacro, inagibile e dunque chiuso al pubblico dal 4 ottobre 2015 a seguito del crollo di una parte del soffitto. L’Arciprete di Taormina, mons. Carmelo Lupò, è riuscito ad ottenere l’impegno della Cei, e dunque dell’Ufficio Nazionale per i beni culturali ecclesiastici, per lo stanziamento di 200 mila euro. Si tratta di una somma da poter impiegare nell’ambito delle opportunità di sostegno che la Curia consente tramite l’Otto per mille. E’ una primo passo per sbloccare la situazione di impasse dovuta sinora anche all’importo non indifferente che occorre per sistemare il tetto. “Per quanto concerne i fondi Cei, si tratta di una cifra importante, ma che ad ogni modo non consente di affrontare l’intero necessario piano di interventi che occorre per ristrutturare il tetto della chiesa”, precisa padre Lupò. “Il resto dovrà poi essere reperito molto probabilmente tramite un mutuo”. La parrocchia dovrebbe, quindi, sostenere un mutuo da circa 200 mila euro, con un relativo impegno da parte della comunità locale.

Progetto cantierabile. Ma ci sarebbe anche una soluzione che potrebbe sbloccare in extremis, in via definita, la questione e cioè far inserire l’opera tra quelle in elenco del G7, con una piccola forzatura che forse non sarebbe poi tale tenendo conto che si tratta di uno dei beni di maggior pregio della città. Ed in fondo 200 mila euro potrebbero essere ben inseribili nel contesto sin qui molto discusso dei fondi per il G7, dove proprio in questi giorni non mancano le polemiche e i vari cantieri ancora non sono partiti. Il progetto fatto predisporre dal Parroco per i lavori per la chiesa di San Giuseppe, tra l’altro, è dotato di tutti i necessari pareri e si tratterebbe di un’opera cantierabile subito. Si potrebbe, persino, arrivare alla ristrutturazione e riapertura della chiesa in vista dei mesi estivi.

La lunga attesa per la riapertura. Una soluzione va trovata in fretta, anche perché c’è da restituire ai fedeli e ai turisti una delle chiese più belle di Taormina e della Sicilia. La chiesa di San Giuseppe, quasi come un segno del destino, venne interessata dal crollo dell’ottobre 2015 nelle ore immediatamente successive all’avvenuta chiusura dell’Oratorio Salesiano dopo 104 anni di storia. I problemi al tetto si sarebbero comunque progressivamente determinati nel corso degli anni precedenti. Infine, altra vicenda che rimane in attesa di una svolta è quella della chiesa di San Pietro: anche in quel caso la chiesa attualmente risulta chiusa per problemi al tetto. La chiesa di San Pietro è stata valutata inagibile e al momento è stata puntellata ma per riattivarla attraverso i relativi lavori di consolidamento servirebbero circa 50 mila euro.

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