Taormina Premiazione Bartolo Centro Cardiologia Pediatrico

È stata celebrata nelle scorse ore presso il Centro Cardiologico Pediatrico del Mediterraneo (Ccpm) di Taormina “la Giornata della Misericordia e dell’Accoglienza” alla presenza del dott. Pietro Bartolo, medico del Poliambulatorio di Lampedusa, al quale il dott Gaetano Sirna, direttore generale dell’Asp di Messina, ha conferito il riconoscimento “Viva la Vida”. La manifestazione si è aperta con una esibizione di un gruppo di studenti dell’Istituto “G. Macheirone “ di Giarre, accompagnato da alcuni docenti e dalla Dirigente Scolastica prof.sa Maletta Rosanna. L’orchestra ha interpretato tra l’altro la colonna sonora del film la “Vita è Bella” . Poi, presso la Cappella dell’ospedale San Vincenzo, il dott. Bartolo, , ha raccontato la sua storia quotidiana di medico che da 25 anni accoglie i migranti a Lampedusa, proiettando immagini, video, raccontando aneddoti caratterizzati dal dolore e dalla speranza.

Il viaggio tra la vita e la morte. Tanti i migranti che in questi anni sono scappati dalle violenze,dalle fame, dalle guerre e che affrontano viaggi che durano anni in condizioni terribili nella speranza di approdare a Lampedusa ed iniziare una nuova vita in Europa. Occhi lucidi, la sua voce rotta dall’emozione, dalla frustrazione di chi da anni dedica la sua vita a dare più di una semplice assistenza: la determinazione del dott. Bartolo è quella di voler dare a ciascuno dei migranti che sbarcano nella sua isola l’attenzione dovuta, l’ascolto ed il sostegno morale, uno ad uno. Per questo, il dott. Bartolo vuole recarsi nelle scuole e nelle università italiane a parlare dei migranti raccontando le loro storie. Storie come quella di Kebrat, dei piccoli Favour e di Mustafà, o storie di chi durante il viaggio in mare ha trovato solo la morte.

Storie di migranti. Il dott. Bartolo ha raccontato diverse storie toccanti vissute a Lampedusa, come quella di un bambino che ha fatto nascere e che la madre lo ha chiamato Pietro in suo onore. «Quando è nato era bianco. La mamma del Mali, nera come il carbone, e lui invece bianco. Il mio collaboratore mi ha chiesto: ma non è che è successo qualcosa? No, gli ho risposto. Quando nascono sono bianchi come noi, uguali, poi diventano neri. Il sangue ce l’hanno rosso e quello rimane rosso come il nostro, uguale». «Non chiamateli clandestini», questo il suo monito ai presenti: «È una umanità di sofferenza che dobbiamo saper accogliere».

I protagonisti dell’iniziativa. La giornata della Misericordia e dell’accoglienza si è conclusa con un momento di preghiera con Padre Francesco Venuti che ha letto un brano del vangelo secondo Matteo: «Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi». All’evento hanno di le associazioni di volontariato Avulls di Taormina, Avulls di Gaggi, Unicef di Giardini Naxos, l’Associazione Terra Futura di Acireale, We love Simone e il Cuore di Cristiano di Roma, l’A.Ge di Giardini Naxos, Demo di Fiumefreddo e partecipato le sorelle dell’Istituto Figlie del Divino Zelo di Giardini Naxos insieme con i ragazzi migranti ospitati nella loro struttura. Oltre al dott. Sirna erano presenti il dott. Paolo Cardia, direttore Sanitario del presidio sanitario San Vincenzo, il dott Sasha Agati (primario del Ccpm di Taormina), il dott Andrea De Zorzi e la dott.ssa Irma Capolupo, responsabili Clinici del Ccpm, il personale infermieristico e medico dell’ospedale, alcuni bambini e ragazzi come Alì che hanno ricevuto le tutte le cure necessarie presso il Ccpm dopo essere sbarcato sull’isola.

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