Il consigliere comunale Eugenio Raneri
Il consigliere comunale Eugenio Raneri

«Le parole del presidente Anac, Cantone, sono emblematiche devono fare riflettere. Sul G7 è l’ora dei fatti, non è più tempo di fare teatrino». Il monito arriva dal consigliere Eugenio Raneri che interviene a commento delle dichiarazioni rese dal responsabile Anac, Raffaele Cantone, in audizione alla Commissione Bilancio di Palazzo Chigi, e lancia diverse frecciate all’indirizzo dell’Amministrazione di Taormina. «Un’Amministrazione che capisce e conosce il significato di programmazione – si legge in una nota di Raneri – doveva, a seguito delle indicazioni date dalla Presidenza del Consiglio quando ancora era in carica Renzi, predisporre un Piano di interventi per portare le Delegazioni del G7 nei luoghi deputati allo svolgimento ed ospitalità. Sicuramente tra queste: il Corso Umberto e la Salita Teatro Greco, il Palazzo dei Congressi di cui tutti gli scienziati politici ne conoscono le criticità; ed inoltre gli ascensori del parcheggio Lumbi, onde consentire un accesso dignitoso alla Città agli Ospiti ed operatori coinvolti nell’evento. Ma anche un intervento sul Verde Pubblico ed Arredo Urbano della Città comprensivo della Villa comunale, un Piano Urbano della Mobilità e del Traffico, ed un piano per la connessione attraverso la banda larga».

G7 come Expo 2015? «Queste indicazioni prioritarie – continua il consigliere – dovevano essere sottoposte alle Autorità preposte al fine di contribuire ad un’accoglienza dignitosa, sicura e di immagine ottimale agli importanti ospiti, alle delegazioni nonché alla stampa mondiale. Il dilettantismo con cui tutti si sono approcciati all’evento non merita alcun commento e questo, a mio avviso, investe non solo l’Amministrazione della Città. I “tuttologhi” hanno pontificato su tutto, si sono spinti con dichiarazioni sulla stampa inutili e da incompetenti, come le scelte per elipista, o di Ordine pubblico o Sanitario: strategie le cui competenze non appartengono certamente alla politica locale. L’audizione del Presidente Anac sull’argomento è emblematica e ne conferma il dilettantismo sull’approccio all’evento da parte della politica, sottolineando che il mancato rispetto delle regole (Codice degli Appalti) presta il fianco alle criticità che si sono verificate con l’evento dell’Expo di Milano 2015. Tutti bravi a commentare e criticare ma, mentre a Rigopiano c’è chi rischia la vita per salvare vite umane, il teatrino italiano continua».

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