Muro Consorzio Rete Fognante distrutto dal fiume Alcantara
Muro Consorzio Rete Fognante distrutto dal fiume Alcantara

Momenti drammatici in corso agli impianti del Consorzio Rete Fognante di Taormina e Giardini. Come purtroppo si temeva e si prevedeva, e come TaorminaToday aveva ampiamente documentato con un servizio speciale sullo stato dei luoghi, stamattina l’Alcantara è riuscito ad entrare dentro i terreni di contrada Pietre Nere, a Naxos, dove si trovano le strutture di depurazione delle acque dei Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. L’invasione è iniziata. Il fiume sta premendo in particolare sulle fondamenta di un palo Enel il cui eventuale crollo potrebbe provocare un black out nell’intero comprensorio che va da Taormina e la Valle dell’Alcantara sino ad alcuni centri alle porte dell’etneo. Le piogge di queste ore hanno ingrossato l’Alcantara determinando il progressivo innalzamento del livello delle acque, che adesso si stanno dirigendo verso il depuratore.

Palo Enel a rischio crollo. «Sta avvenendo quel disastro di cui tanto abbiamo parlato con una infinità di richieste di aiuto rimaste inascoltate – afferma il presidente del Consorzio Andrea Raneri -. Nessuno ci ha aiutato. Il fiume ha scavato un ulteriore tratto di almeno 10 metri e ha ormai eroso del tutto il muro di confine posto a difesa dei nostri impianti. Il fiume è dentro e in questi momenti stiamo lottando per arginare la furia delle acque. Attenzione perché l’Alcantara sta mettendo in serio pericolo di crollo il palo dell’Enel e se ciò dovesse accadere potrebbe esserci un black out alla rete elettrica. Noi sin qui abbiamo tamponato in qualche modo la parte antistante nostri impianti, ma il fiume ora sta scavando sul retro».

Ancora promesse non mantenute. L’ennesima beffa è storia di qualche giorno fa. «A Palermo ci avevano promesso che avrebbero fatto una somma urgenza ma non è stato fatto nulla – continua Raneri -. Siamo andati alla Regione qualche giorno fa col sindaco di Giardini, Nello Lo Turco, con il nostro tecnico Oscar Aymà e con il commissario del Parco Fluviale dell’Alcantara, Giuseppe Morano ed in quella occasione ci era stata comunicata la disponibilità immediata di 400 mila euro per una somma urgenza. Ancora una volta le promesse non sono state mantenute. Il fiume sta mettendo in discussione anche il muro tra il depuratore e i terreni circostanti. Di questo passo ci troveremo l’Alcantara dentro il depuratore e dividerà praticamente in due gli impianti determinando un disastro assoluto. Rigopiano non ha insegnato nulla, ci hanno lasciato da soli».

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