Dottoressa Antonella Gallodoro, medico chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica
Dottoressa Antonella Gallodoro, medico chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica

Se in passato il camice bianco era l’unico protagonista delle scelte che riguardavano la terapia e godeva di una fiducia illimitata, oggi con un maggior accesso alle informazioni, i pazienti hanno un ruolo sempre più “attivo”. Al primo starnuto, malessere, sintomo è il web che ci viene in soccorso, ma il rischio della “diagnosi fai da te” è in agguato. Non sempre i motori di ricerca, le community e le chat hanno le risposte giuste ai nostri problemi. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Antonella Gallodoro, medico chirurgo specializzata in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica.

Come è cambiato il rapporto medico-paziente ai tempi di internet? «Un tempo il medico era considerato alla stessa stregua del sindaco e del comandante dei Carabinieri, una figura importante insomma, meritevole di stima ed attenzione. Una figura da rispettare ed apprezzare per i suoi preziosi consigli. Da baciare le mani quasi, non nel senso che conosciamo, e da sommergere di cesti regalo a Natale e colombe a Pasqua. Adesso il medico si chiama Internet! Ed ecco che il paziente non si chiama più Signor Rossi, don Ciccino, donna Peppina, ma Signor “so tutto io”, Sig.ra “ho letto su internet”, Sig. “dottore non mi racconti fesserie”. Internet, un fantastico mondo virtuale che ha rivoluzionato il mondo reale, il vaso di Pandora dal quale traboccano tutte le risposte alle tue domande comprese le diagnosi. Basta inserire i tuoi sintomi che la risposta arriva prontamente».

Un rapporto in crisi. «Blog, social network, Health Communities on line e soprattutto forum sono realtà sempre più numerose e frequentate che danno ai pazienti la possibilità di confrontarsi fra loro e scambiarsi esperienze circa sintomi, malattie e alternative terapeutiche. E così nasce la nuova laurea in medicina cibernetica e la specializzazione telematica. Ma che tristezza e che orrore! E così le sale d’attesa dei medici, da quello di medicina di base al professionista sono deserte. Che te ne fai di un medico laureato e specializzato che ha perso minimo 11 anni della sua vita a studiare sui libri, a frequentare ore ed ore in reparto, al pronto soccorso, in sala operatoria, a plurispecializzarsi frequentando master e corsi di perfezionamento. A privarsi di giorni di vacanza per andare all’estero e frequentare realtà differenti per essere migliore, per offrire ai suoi pazienti il meglio delle sue conoscenze e delle cure. Che te ne fai del parere di un medico che dedica buona parte delle ore della sua giornata ai pazienti piuttosto che a sé stesso o alla sua famiglia. Perché mai devi pagare una visita specialistica quando hai chiesto solo un consiglio? Dottoressa devo pagare la visita? In fondo ci siamo fatte una chiacchierata!!! E non importa che il medico sia dipendente di una struttura pubblica o sia un libero professionista: se abbiamo scelto di fare questo lavoro è perché ci piace e ci mettiamo l’anima a prescindere dal 27 del mese o dall’intervento costoso. E comunque l’aspetto economico conta».

Questione di costi. «Oggi fare il medico è costoso! Costa investire nel proprio futuro, costa aprire uno studio dignitoso e accogliente dopo essersi barcamenati nel labirinto delle autorizzazioni, costa investire nell’aggiornamento professionale, costa mantenere un’assicurazione professionale senza la quale non è possibile esercitare la propria professione, costa l’iscrizione all’ordine dei medici, alle varie società professionali, all’Enpam e non sto qui ad elencare una serie di altri costi. E conta perché questo determina la differenza anche tra professionisti. Un professionista serio, preparato, aggiornato, che opera in strutture qualificate e a norma ha sicuramente dei costi maggiori. E non pensate che tutto l’onorario che vi chiede vada nelle sue tasche! Diffidate sempre delle promozioni, di costi troppo bassi per interventi o trattamenti… il trucco c’è sempre ed è dietro l’angolo».

Internet può sostituire il medico? «Purtroppo il fenomeno “laurea su internet/ paziente scaltro” è diventato troppo importante, difficile da arginare. Quasi una rivoluzione copernicana nella dialettica medico-paziente e i professionisti del settore sanitario iniziano a prenderne coscienza. Un concetto però rimane fuori discussione: nulla potrà mai sostituire il reale consulto, di persona, con il medico, nulla può sostituire la visita reale presso un medico, che è l’unica metodica consentita per eseguire diagnosi e prescrivere un trattamento. E questo i pazienti lo sanno bene e se lo ricordano, guarda caso, quando hanno un problema: dottore solo lei mi può aiutare!!!!».

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