Il Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, nel corso dell’audizione alla VI Commissione (Bilancio) della Camera dei deputati, lancia l’allarme sulla situazione del G7, e in particolare esprime la sua valutazione di contrarietà sulle procedure negoziate senza bando disposte dal Consiglio dei Ministri in vista del G7 esprimendo forti perplessità sulla deroga concessa dal Governo per i cantieri (non ancora avviati). I lavori non sono ancora partiti e il CdM per affrettare i tempi ha previsto l’attuazione dell’articolo 7 che prevede un percorso procedurale semplificato ma Cantone lancia un chiaro monito: «Le scadenze vanno rispettate ma vanno anche trovate delle garanzie sulle procedure da porre in essere. La norma, praticamente consente l’affidamento attraverso il sistema diciamo della procedura senza appalto, quindi, sostanzialmente una procedure iper-eccezionale con un criterio che anche in italiano si fa fatica davvero ad individuare perché dice: “Gli interventi funzionali alla presidenza italiana del G7 nel 2017, in quanto imprevedibili in relazione a consistenza e durata dei procedimenti, costituiscono presupposto per l’applicazione motivata della procedura di cui all’articolo 63”. Qui c’è una chiara contraddizione in termini perché se la legge dice che il solo fatto che le opere del G7 sono il presupposto per l’applicazione dell’articolo 63 non si vede in che cosa bisognerebbe motivare».

Nessun cantiere avviato. Nel mirino c’è l’articolo 7 (interventi funzionali alla presidenza italiana del G7 nel 2017), in riferimento al quale si richiama il rischio che il G7 possa far tornare in auge le procedure negoziate senza bando. «Il tema vero – ha aggiunto il Presidente Cantone – è che quelle sono procedure assolutamente semplificate che consentono l’affidamento senza limiti di importo semplicemente con 5 preventivi. Questa deroga ci preoccupa perché è la prima deroga che viene fatta ad un codice dei contratti che ideologicamente nasceva con l’idea che deroghe non ce sarebbero più dovute essere; nemmeno per il terremoto è stata fatta una deroga di questo tipo». «Sul G7, e sull’art 7 che è la relativa norma per i lavori del G7 – ha evidenziato il presidente dell’Anac -, qui bisogna essere concreti e tenere conto delle situazioni reali. Noi sappiamo che il G7 deve iniziare a maggio, siamo ormai a fine gennaio e che io sappia dal punto di vista delle infrastrutture non è stato fatto nulla o pochissimo. Non ho elementi precisi e non sappiamo. Ma la norma consente l’affidamento attraverso la procedura senza bando, in modo iper-eccezionale e con un criterio che anche in italiano si fa fatica ad individuare».

Il protocollo Anac e Governo. Ricordiamo, anche, che con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 24 giugno 2016 è stata istituita la delegazione per l’organizzazione della presidenza italiana del vertice del gruppo dei Paesi più industrializzati e che, successivamente tra l’Anac e la Delegazione, il 4 agosto 2016 è stato sottoscritto un protocollo d’intesa dedito a disciplinare lo svolgimento dell’attività di vigilanza collaborativa preventiva finalizzata a verificare la conformità degli atti di gara alla normativa di settore, l’individuazione di clausole e condizioni idonee a prevenire tentativi di infiltrazione criminale e il monitoraggio dello svolgimento della procedura di gara e dell’esecuzione dell’appalto.
Cantone conclude l’audizione precisando: «Io non ho un’idea di quali possano essere i meccanismi alternativi però è evidente che questa norma (art. 7 del decreto legge n. 243/2016 n.d.r.) rischia di essere pericolosa anche se è difficile individuare un’alternativa, oggi, a distanza di così breve tempo perché i lavori vanno realizzati ma la norma è, oggettivamente molto pericolosa». Cantone ha sottolineato come non saranno né il capo della struttura di missione Alessandro Modiano né il commissario straordinario, il Prefetto Riccardo Carpino, a occuparsi in prima persona degli appalti e «che le procedure di gara non saranno fatte da loro individuando quale possibile stazione appaltante i Provveditorati alle Opere pubbliche di Palermo e Messina».

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