Raccolta Rifiuti Messinambiente

L’allarme arriva da Messina ma il passo dal capoluogo a Taormina è talmente breve da correre come un brivido sulla schiena del Comune che tra quattro mesi ospiterà il G7: Messinambiente, la società che gestisce il servizio di raccolta rifiuti a Taormina, è vicinissima al fallimento. Negli uffici di via Dogali nelle scorse ore è arrivata, infatti, la notifica di comparizione davanti al Tribunale di Messina per l’udienza fallimentare. Il serio rischio, a questo punto, evidentemente, è che per Messinambiente sia scattato l’inizio della fine. Il Tribunale Fallimentare ha previsto per la data dell’8 febbraio la prima udienza di un procedimento che vede la società nel tunnel di un default finanziario scaturito da un pesantissimo pignoramento da ben 30 milioni di euro.

Una lenta agonia? Già lo scorso 16 novembre la Seconda sezione civile del Tribunale di Messina aveva rigettato l’istanza di Messinambiente in opposizione al pignoramento operato da Riscossione Sicilia per un importo di 29 milioni 795 mila 039 euro più spese legali di crediti tributari e non che nascono da cartelle sulle quali l’Equitalia in “salsa sicilana” non ha ottenuto i pagamenti vantati. E adesso, mentre il Tribunale di Messina, in sostanza ha attivato la procedura di fallimento di Messinambiente, la preoccupazione a Taormina dovrà essere per forza di cose immediata e si dovrà soprattutto individuare una soluzione risolutiva concreta e convincente.

L’ennesima proroga. Di recente il Comune di Taormina ha disposto una proroga del servizio di altri tre mesi per la società che gestisce la nettezza urbana nella “Perla” già da parecchi anni. L’ennesima proroga è arrivata in assenza di alternativa, perché il “bando ponte” per l’affidamento ad altra società per 9 mesi è impantanato e non si capisce che fine abbia fatto. E non va meglio per il bando dell’Aro Taormina che ancora non è stato nemmeno avviato e che chissà quando vedrà la luce. E allora come si fa? Qualcosa in Comune bisognerà inventarsi e lo si dovrà fare subito se Messinambiente andrà davvero, come pare, al fallimento. A quattro mesi dal G7 Taormina si ritrova con una “patata bollente” da affrontare sin da subito per evitare un’emergenza che è meglio non immaginare neppure, proprio in prossimità dell’evento che catalizzerà l’attenzione del mondo intero. Di certo c’è che gli amministratori taorminesi, con un G7 all’orizzonte, dovranno prendere una decisione che garantisca il servizio di raccolta rifiuti in modo certo e nella piena funzionalità. Mai come stavolta i margini di errore consentiti saranno pari a zero.

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