Taormina Film Festival Bando Eligio Giardina

Un silenzio ingiustificato e, soprattutto, ingiustificabile. È passato esattamente un mese dalla data in cui sarebbero dovute essere aperte le buste (email per l’esattezza) relative al bando per l’affidamento dell’edizione 2017 del Taormina Film Fest. Ma dal Comitato tutto tace: nessuna notizia, nessuna comunicazione ufficiale. Le società interessate che hanno partecipato al famigerato bando hanno ricevuto, nel pomeriggio del 16 dicembre scorso, soltanto una email dal contenuto laconico e quanto mai discutibile: il Comitato Taormina Arte – si legge – rinvia l’apertura delle buste pervenute a data da definirsi. Ed in effetti si sta ancora cercando una data utile per valutare le proposte. Ma c’è di peggio: anche la commissione giudicatrice, che dovrà decretare il vincitore del bando, non è stata ancora nominata. È davvero così difficile farlo? Un’operazione del genere richiede davvero una tale fatica? Impossibile da credere. A farne le spese, naturalmente, sarà ancora una volta il Film Festival, acciaccato e bastonato, oltre che da una crisi economica senza precedenti, anche da una politica lenta, sorda e a tratti superficiale.

Corsa contro il tempo. La kermesse è prevista per giugno: poco più di quattro mesi per organizzare una manifestazione cinematografica che dovrà portare a Taormina, almeno si spera, artisti di calibro internazionale, anteprime mondiali e appassionati di cinema. Sarà dunque l’ennesima corsa contro il tempo per gli organizzatori che, per quanto volenterosi ed efficienti, dovranno fare i conti con una tempistica risicata e tiranna che sarebbe sufficiente, a stento, per una piccola manifestazione di periferia. Perché dunque il Comitato sta tardando, ingiustificatamente, nell’apertura delle buste? Perché danneggiare una kermesse che, al contrario, dovrebbe essere risollevata e rilanciata? Gli esperti del mestiere lo sanno bene, lo snodo focale e ultima possibilità per gli organizzatori della rassegna è il Festival cinematografico di Berlino: occasione, questa, nella quale è possibile avviare contatti con le case di produzione e con le diverse società per accaparrarsi le migliori pellicole in anteprima. Insomma un appuntamento importante, quello della prima settimana di febbraio, al quale, se i tempi si dilateranno ulteriormente, i futuri organizzatori del Taormina Film Fest rischiano di non poter partecipare. Ecco, superato quel limite, la programmazione della kermesse diventerà un’impresa quasi impossibile. I malpensanti sospettano che questi continui ritardi in realtà nascondano una precisa strategia finalizzata a favorire la riconferma della Agnus Dei di Tiziana Rocca, che ha gestito fino allo scorso anno il Festival.

I pretendenti. La general manager romana, infatti, faticherebbe di certo meno degli altri a mettere in piedi in pochi mesi il cartellone: contatti già avviati, sponsor fidelizzati da anni. Cosa diversa sarebbe per i competitors che dovrebbero organizzare tutto ex novo. Di fatto, la Agnus Dei partirebbe avvantaggiata. Ma chi sono le 4 società che puntano a gestire il Festival del Cinema della Perla? In esclusiva TaorminaToday ne anticipa i nomi. Partiamo dalla Agnus Dei di Tiziana Rocca che, nonostante abbia dato prova di sapersi barcamenare tra varie difficoltà e le numerose lacune della città (vedi le condizioni del Palacongressi) sembrerebbe aver lasciato qualche conto in sospeso: ad esempio con Videobank, la società che gestisce service e provider dello stesso Festival, nei confronti della quale la Rocca avrebbe maturato un debito di 50mila euro. A quanto pare la società catanese avrebbe dato incarico al proprio legale per procedere con il recupero delle somme. E proprio Videobank è il secondo “pretendente”: la società si presenta con nomi altisonanti nel mondo della cinematografia, primo fra tutti Felice Laudadio, ma anche il critico cinematografico Enrico Magrelli che dal 2004 fa anche parte della Commissione di selezione della mostra del Cinema di Venezia, e Silvia Bixio, giornalista di Repubblica. Ci sarebbe anche Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani che al momento guarda dalla finestra ma che sarebbe pronta ad allinearsi in caso di vittoria. L’obiettivo della Delli Colli sarebbe quello di rinsaldare il legame tra il Festival e i Nastri d’Argento, come negli anni d’oro. A partecipare al bando c’è anche la Dea Film, di Messina. Si tratta di Un gruppo di giovani con in testa il giornalista e direttore artistico di Mare Festival Salina Massimiliano Cavalieri e che , secondo indiscrezioni,   sarebbe vista di buon occhio  dal  rettore dell’ateneo messinese Navarra. Poco si sa invece della quarta società se non che è toscana.

L’attesa del verdetto. Tutti sono in attesa di sapere come stanno le cose. Una situazione paradossale ed inaccettabile per un festival cinematografico che un tempo era secondo in Italia solo a quello di Venezia e che adesso si ritrova svilito da anni di errori più o meno giustificabili. Al momento lascia basiti il comportamento del Comitato che, giorno dopo giorno, con le sue mancate scelte toglie tempo prezioso all’organizzazione della kermesse. Il copione è fisso ormai da anni: a fine festival ci si lamenta della qualità e degli ospiti, mai abbastanza di livello e di una programmazione partita con colpevole ritardo. Ma come si può pensare a far risorgere un Festival che nel passato ha ospitato star del calibro di Audrey Hepburn, Woody Allen ed Ingrid Bergman , in assenza di una tempistica adeguata? Non certamente prospettando una organizzazione improvvisata e frettolosa che, per l’ennesima volta, ne comprometterebbe i risultati… sempre che il Comitato, ovviamente, si degni ad esprimere il suo insindacabile giudizio.

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