L'unica Caldaia rimasta alla piscina comunale di contrada Bongiovanni
L'unica Caldaia rimasta alla piscina comunale di contrada Bongiovanni

Non c’è pace per la piscina comunale di Taormina che continua la sua interminabile stagione di disagi e adesso si ritrova con una sola caldaia in funzione e in questi giorni è rimasta chiusa. A condizionare la situazione in negativo è l’esito ancora incerto della vicenda riguardante il finanziamento prima concesso e poi revocato al Comune dalla Regione per ammodernare «l’efficienza energetica con rifacimento della caldaia della piscina comunale (importo 850 mila euro)». La Quarta Sezione del Tar di Catania di recente ha sospeso i due decreti di revoca di finanziamento emessi il 24 marzo scorso dall’assessorato regionale dell’Energia con i quali vennero estromessi dalla graduatoria definitiva del Po Fesr 2007/2013 il progetto per la piscina ed un altro che riguardava l’impianto di illuminazione pubblica di Taormina (2 milioni 145 mila euro). Ma ciò nonostante i lavori a suo tempo avviati per il rifacimento delle caldaie si sono bloccati, sono rimasti sospesi e ad oggi nessuno sa se e quando potranno riprendere.

Il giallo della caldaia. «Noi non siamo mai intervenuti sui lavori fatti dalla ditta in piscina – spiega Alessandro Gaglio, portavoce del Cvsm (Corpo Volontario Soccorso in Mare), ente gestore della piscina – e sappiamo soltanto che il Comune ha dato mandato per trasformare i vecchi impianti in nuovi impianti. Il finanziamento pare sia stato perso e per noi al danno si è aggiunta la beffa: se prima eravamo con due caldaie, vecchie ma comunque funzionanti, adesso siamo rimasti con una sola caldaia. E si tratta di una caldaia vecchia di 35 anni e da 55 kilovattori che da sola evidentemente non può sostenere l’intero impianto di riscaldamento delle acque. Sappiamo che nell’ambito dei lavori è stata dismessa una caldaia, altro non ci è dato sapere e il Comune non dà spiegazioni. Nei giorni scorsi la caldaia è andata in blocco e siamo stati costretti alla chiusura della piscina per una settimana. Adesso riapriamo ma si rischia di nuovo qualche altra chiusura. E che dire della strada di accesso alla piscina, rimasta piena di neve per qualche giorno con la conseguente impossibilità di raggiungere il nostro impianto».

Nuovo attacco al Comune. Poi l’affondo finale e l’ennesima frecciata del Cvsm ancora una volta nei confronti dell’Amministrazione comunale. «Siamo stanchi di sentirci dire che la piscina è del Comune – aggiunge Gaglio. Si ricordino che l’hanno data in gestione e che da 17 anni noi l’abbiamo gestita come un “buon padre di famiglia”, mettendo spesso dei soldi di tasca nostra per tenerla in funzione. Il padrone di casa non può venire a casa dell’inquilino a dire che verrà a dormire a casa propria. Lo sappiamo che è una piscina comunale ed anzi ce ne vantiamo. Ma ci dicano almeno se con il G7 di maggio dovremo chiudere perché accanto alla piscina pare sia previsto l’allestimento di un’elipista. Vorremmo saperlo in tempo utile, anche perché la gente usufruisce qui di alcuni servizi, li paga e ha dei diritti che vanno rispettati. Vengano pure i grandi del mondo ma che ci dica il Comune se dovremo chiudere la piscina. Ed inoltre, non credo ci sia bisogno di aggiungere che se si vorrà realizzare un’elipista bisognerà prima consolidare l’area interessata e mettere in sicurezza il muretto che da tempo è interessato da un movimento franoso».

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