Ospedale di Taormina
Ospedale di Taormina

Tagli scongiurati e niente riduzione dei reparti. Le feroci polemiche di fine estate contro il piano di rimodulazione della rete ospedaliera che prevedeva il declassamento dell’ospedale San Vincenzo Taormina sono solo un lontano ricordo. Nella nuova classificazione presentata nei giorni scorsi dell’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, il presidio taorminese viene addirittura “promosso” a struttura di primo livello (spoke). «La nuova “ossatura” della rete ospedaliera siciliana – spiega Beppe Picciolo, componente della Commissione Sanità – integra la vecchia bozza di riorganizzazione delle strutture ospedaliere, riveduta e corretta, con la rete di emergenza-urgenza sul modello della Regione Lazio. In questo nuovo quadro che si viene a delineare l’ospedale San Vincenzo di Taormina viene potenziato nelle sue multi-specialità».

La nuova classificazione. La nuova rete ospedaliera non nasce dall’esigenza di tagliare risorse finanziarie, ma da quella ben più importante di assicurare a tutti i cittadini una tempestiva ed efficace assistenza. «Nel progettare la nuova rete – spiega il componente della commissione Sanità – si è tenuto conto delle peculiarità del territorio regionale in quanto la Sicilia presenta criticità strutturali connesse al territorio. Questo ha permesso di salvare gli ospedali delle comunità montane e delle zone disagiate, potenziando allo stesso tempo i centri di eccellenza e mantenendo un’ossatura delle hub, le strutture di secondo livello, capillare in tutta l’isola».

Il San Vincenzo diventa spoke. Ma le differenze rispetto alla versione cassata a settembre sono tante. Il San Vincenzo rischiava di veder trasformate le unità complesse di Nefrologia, Otorinolaringoiatria, Gastroenterologia, Rianimazione, Ematologia, Urologia e Oncologia in unità semplici, subendo così un declassamento da ospedale multi-specialistico a presidio di base. «Gli ultimi report sugli esiti della regione siciliana – continua Beppe Picciolo – classificano il San Vincenzo al terzo posto tra strutture ospedaliere dell’isola, nonostante sia un piccolo nosocomio, e tra i primi venti in Italia. Un centro con grandi potenzialità, con eccellenze in tutte le discipline, non poteva solo per motivi organizzativi essere declassato a presidio di base». Questa nuova riclassificazione della rete ospedaliera siciliana, ottenuto il parere positivo del ministero, oltre a una più alta qualifica mette il San Vincenzo al sicuro da ulteriori ipotesi di tagli. «La promozione a spoke dell’ospedale di Taormina – spiega il componente della commissione Sanità – permette di mantenere tutte le unità complesse, che insieme all’emodinamica, alla utin e all’elipista, che verrà realizzata in vista del G7, fanno del San Vincenzo un centro di eccellenza. Adesso il prossimo passo sarà salvare la cardiochirurgia pediatrica. A breve incontrerò il sottosegretario Faraone per chiudere definitivamente l’accordo con la regione Calabria che consente di mantenere il centro di cardiochirurgia pediatrica a Taormina all’interno di un polo pediatrico da realizzare nell’area metropolitana dello Stretto».

La provincia di Messina. Ottimo risultato per la provincia di Messina che nella riorganizzazione generale della rete ospedaliera siciliana rimane l’unica provincia che non fa bacino con altre. Il Dipartimento di secondo livello per le emergenze rimane il Policlinico. Oltre al San Vincenzo di Taormina le altre strutture di primo livello sono gli ospedali riuniti di Barcellona Pozzo di Gotto e Milazzo e il Papardo di Messina. Sono catalogati come ospedali di base invece quelli di Patti, Sant’Agata di Militello e l’Ircss Bonino Pulejo recentemente accorpata all’ospedale Piemonte di Messina. Tra i pronto soccorso di zona disagiata rimangono gli ospedali di Lipari e Mistretta. «Messina ha possibilità con il suo hub pluridisciplinare, che è il Policlinico – spiega Picciolo – di fare da centro guida per tutta la provincia, ma la nuova riorganizzazione della rete ospedaliera ci ha consentito di mantenere dei punti nodali quali Taormina, Papardo e Milazzo-Barcellona, strutture di primo livello, che equidistanti tra loro garantiscono un servizio di alta efficienza».

L’iter. Per conoscere l’articolazione dei reparti e dei singoli posti letto provincia per provincia si dovrà aspettare ancora qualche giorno, in attesa del via libera del ministero che sta analizzando il piano nel dettaglio per esprimere il proprio parere. La nuova bozza sbarcherà entro metà gennaio in commissione sanità all’Ars, presieduta dal deputato del Pd Giuseppe Di Giacomo, per il parere obbligatorio. Contestualmente sarà sottoposta alle conferenze dei sindaci. Infine arriverà in giunta per l’approvazione definitiva, fermo restando il parere positivo del ministero. «Adesso aspettiamo l’esito finale del ministero – conclude Beppe Picciolo – per riempire questa scatola di contenuti e consentire alla nostra regione un ulteriore salto di qualità nell’offerta sanitaria».

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