Taormina, Ospedale Sirina
Taormina, Ospedale Sirina

Nelle previsioni della nuova rete ospedaliera regionale “non è tutto oro quel che luccica” per l’Ospedale di Taormina e mentre l’Amministrazione ha accolto positivamente la nuova classificazione del “San Vincenzo”, non la pensa esattamente così il consigliere di opposizione, Eugenio Raneri, che lancia invece un clamoroso allarme: «E se quel piano fosse una trappola per Taormina?». «Personalmente non mi sbilancio se prima non verrà fornito un quadro chiaro e dettagliato sui servizi, le unità operative e i relativi posti letto che verranno mantenuti a Taormina. L’utilizzo di hub e spoke non sono presupposti sufficienti ad esprimere un giudizio sulle previsioni fatte da Palermo. Di sicuro la prudenza è d’obbligo, non è affatto il caso di assumere toni trionfalistici come ho letto in alcune dichiarazioni. E quando dico che questo piano potrebbe essere una trappola è perché da fonti attendibili mi si dice che si riparla di depotenziamento. Se verrà disposta una riduzione dei servizi, quindi, sarà tutta un’altra musica. Bisogna vedere che fine faranno i reparti di Oncologia ed Emodinamica. Se Taormina diventerà accettazione per il trasferimento a Messina, in quel caso il depotenziamento ci sarà eccome».

Analisi della categorie. «Hub? Spoke? Continuiamo a sfogliare la margherita – scrive in una nota Raneri -. Chiariamo quali sono le diverse categorie. I presidi ospedalieri di base hanno un bacino di utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti (tranne quelli in zone particolarmente disagiate che seguono criteri descritti al capitolo delle reti di emergenza-urgenza), sono strutture sede di Pronto soccorso con la presenza di un numero limitato di specialità ad ampia diffusione territoriale: Medicina interna, Chirurgia generale, Ortopedia, Anestesia e servizi di supporto in rete di guardia attiva o in regime di pronta disponibilità H24 di Radiologia, Laboratorio, Emoteca. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva”. I presidi ospedalieri di I livello hanno un bacino di utenza tra 150.000 e 300.000 abitanti, sono strutture sede di Dea di I livello, dotate delle seguenti specialità: Medicina Interna, Chirurgia Generale, Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia (se prevista per n. di parti/anno), Pediatria, Cardiologia con U.T.I.C., Neurologia, Psichiatria, Oculistica, Otorinolaringoiatria, Urologia, con servizio medico di guardia attiva o di reperibilità oppure in rete per le patologie che la prevedono. Devono essere presenti o disponibili in rete h24 i Servizi di Radiologia con Tac ed Ecografia, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale. Per le patologie complesse (traumi, quelle cardiovascolari, stroke) devono essere previste forme di consultazione, di trasferimento delle immagini e protocolli concordati di trasferimento dei pazienti presso i Centri di II livello. Devono essere dotati, inoltre, di letti di “Osservazione Breve Intensiva” e di letti per la Terapia Sub-intensiva (anche a carattere multidisciplinare)».

Le aziende ospedaliere. «Poi ci sono i presidi ospedalieri di II livello, che hanno un bacino di utenza tra 600.000 e 1.200.000 abitanti. Sono istituzionalmente riferibili alle aziende ospedaliere, ospedaliero universitarie , ad alcuni Irccs e a presidi di grandi dimensioni della Asl. Sono dotati di tutte le strutture previste per l’ospedale di I livello e delle strutture per discipline più complesse non previste in questi, tra cui, nel rispetto dei bacini di utenza classificati nel regolamento disciplina per disciplina: Cardiologia con emodinamica interventistica h24, Neurochirurgia, Cardiochirurgia e Rianimazione cardiochirurgica, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica, Chirurgia Maxillo-facciale, Chirurgia plastica, Endoscopia digestiva ad elevata complessità, Broncoscopia interventistica, Radiologia interventistica, Rianimazione pediatrica e neonatale; devono essere presenti h.24 i Servizi di Radiologia con Tac ed Ecografia (con presenza medica), Medicina Nucleare, Laboratorio, Servizio Immunotrasfusionale, altre eventuali discipline di alta specialità».

Attendere per pronunciarsi. «Nelle Regioni con popolazione inferiore a 600.000 abitanti – conclude Raneri -, l’attivazione o la conferma dei presidi ospedalieri di II livello è subordinata a un accordo di programmazione integrata interregionale con le Regioni confinanti per garantire il rispetto del valore soglia del bacino di utenza indicato. Su Taormina, in definitiva, bisogna prima vedere gli atti e capire. Poi potremo trarre le opportune conclusioni».

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