Taormina. Rete Fognante, Raneri replica al M5S: «L’accusa di troppo pieno è infondata»

Il presidente dell'ente consortile risponde ai grillini in una conferenza stampa: «Non abbiamo mai manipolato niente. Massima trasparenza e rispetto dell'ambiente nel nostro operato. Rimandiamo le accuse al mittente»

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I vertici del Consorzio Rete Fognante si difendono dall’accusa del “troppo pieno” nei depuratori e preparano una missione a Palermo per i prossimi giorni nel tentativo di ottenere dei possibili finanziamenti per l’ente di cui fanno parte i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. «Giovedi incontrerò il commissario straordinario del Parco Fluviale dell’Alcantara, Giuseppe Morano e poi andremo alla Regione, con molta probabilità in settimana entrante», ha detto il presidente del Consorzio, Andrea Raneri, nel corso di una conferenza stampa tenuta martedì mattina a Giardini in contrada Pietre Nere, alla presenza del direttore d’esercizio del Consorzio, l’ing. Daniele Manganaro, e con l’esperto tecnico del Consorzio, l’ing.Tanino Manganaro e l’avvocato Rudy Grasso, consulente legale del Consorzio.

Missione per i finanziamenti. Raneri si prepara ad andare a Palermo all’assessorato all’Energia, dove verrà discussa, in pratica, la fattibilità e quindi l’opportunità di reperire un finanziamento di due progetti per gli impianti di Giardini e Letojanni, sul trattamento delle acque di prima pioggia: su Giardini per un importo di 850 mila euro, e su Letojanni per 350 mila euro. È in corso d’istruzione la pratica di richiesta di finanziamento on in alternativa il relativo iter per indire una manifestazione di interesse mirata alla realizzazione delle opere con la modalità del “progetto di scopo”, tramite cioè l’intervento di imprese private del settore (con rimborso delle prestazioni nei prossimi 5 anni e maxi-rata finale).

La risposta al M5S. Il presidente del Consorzio, nella circostanza, ha inteso rispondere nella conferenza stampa alla recente azione avviata dal Movimento Cinque Stelle che ha presentato un esposto all’Autorità Giudiziaria sul “troppo pieno” che verrebbe fatto negli impianti del Consorzio: «È un’accusa che non ha nessun fondamento. Operiamo da sempre con la massima trasparenza e nel rispetto dell’ambiente, e chiunque può riscontrarlo e non si comprende nemmeno che interesse potremmo avere a creare dei danni di carattere ambientale. Ci assumeremo ogni responsabilità sul nostro operato, avendo però la coscienza apposto e nella consapevolezza che stiamo operando in modo corretto. I numeri e i risultati ci danno ragione. i nostri impianti funzionano in modo ottimale e possiamo ritenerci un modello rispetto a tanti altri Comuni italiani, pur avendo tante difficoltà e non disponendo a volte neppure delle quote che dovrebbero versarci i Comuni. Non abbiamo manipolato mai niente, rimandiamo al mittente le accuse e ovviamente abbiamo attivato già le vie legali per tutelare l’immagine dell’ente consortile e di chi lo amministra».