“ProgettiAmo Taormina”: «Palazzo Corvaia con l’acqua alla gola. Si intervenga!»

I consiglieri Composto, Tona, Corvaia e Caltabiano chiedono al Comune di intervenire per fronteggiare le ormai ricorrenti infiltrazioni che si ripetono puntualmente nell'ex sede del parlamento siciliano ogni qualvolta piove

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Il gruppo consiliare “ProgettiAmo Taormina” sollecita un intervento di sistemazione del tetto di Palazzo Corvaja che ormai puntualmente ad ogni evento atmosferico avverso, in caso di pioggia, fa registrare infiltrazioni di acqua all’interno dell’edificio. La problematica nell’ex sede del Parlamento siciliano si è ripetuta anche nelle 36 ore in cui Taormina, tra venerdì e sabato scorso, è stata anche interessata dalla storica nevicata. I consiglieri Pinuccio Composto, Liliana Tona, Nunzio Corvaia e Alessandra Caltabiano evidenziano un problema, quello delle infiltrazioni, che da tanti, troppi, anni rimane irrisolto e che adesso pare ormai giunto ad un punto di non ritorno.

Un precedente da ricordare. «Dinanzi alle desolanti immagini delle sale di Palazzo Corvaja invase dall’acqua e, come mostrano le immagini, con un’opera esposta danneggiata e minacciata dalle infiltrazioni – affermano i consiglieri di “ProgettiAmo Taormina” -, tornano alla mente i tempi del dopo-guerra quando il Palazzo, allora in condizioni pessime, venne occupato da alcune famiglie. Fu così che il sindaco di allora fece espropriare il palazzo perché fosse interamente e profondamente restaurato. Saggia decisione, a cui dovrebbe al più presto ispirarsi la nostra amministrazione comunale. E procedere ad una “manutenzione”, tanto per dirla con semplicità, questa volta “straordinaria”».

La bellezza da salvaguardare. «In poche settimane, ovvero queste ultime – continua “ProgettiAmo Taormina”, il palazzo si è allagato almeno tre volte: quindi, gli interventi di ordinaria manutenzione a nulla servono più. A preoccupare a questo punto non è solo un frontone dell’edificio, ma tutto l’interno, le sue sale, le sue opere. Un piccolo gioiello testimone del passato che, pensando all’ormai imminente G7 a Taormina, rischia di trasformarsi nella testimonianza dell’incuria e, più in generale, del l’incapacità di tutelare dei beni preziosi che hanno fatto grande questa terra. La bellezza va salvaguardata. Ed è, tra l’altro, per la bellezza di questa nostra regione che Roma ha voluto organizzare il prossimo G7 proprio a Taormina. La nostra Amministrazione lo ricordi, affinché come per le vecchie mura di Palazzo Corvaja, in occasione dell’evento non si offra lo spettacolo di una città dall’Amministrazione “ammuffita”».