Taormina. Giardina: «Il Ccpm deve avere anche radiologi ad hoc»

Il sindaco chiederà alla Regione l'inserimento di alcune figure professionali al "Bambino Gesù" di contrada Sirina: «Un radiologo che si occupa di Tac su persone di 60 anni non può fare una diagnosi specifica su un bambino appena nato. La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina deve avere delle specialità che ad oggi non sono presenti in quel reparto»

«Il Centro di Cardiochirurgia di Taormina va adeguato in tutti i settori. Mi rivolgerò all’assessorato regionale alla Sanità. Vanno inserite delle professionalità che in questo momento non sono presenti in quel centro». Lo ha dichiarato, nel corso dell’Ottavo Premio Città di Taormina, in Consiglio comunale il sindaco Eligio Giardina. Nell’occasione si è parlato della struttura che si appresta alla conferma definitiva in contrada Sirina mediante una nuova convenzione tra la Regione Siciliana e la Regione Calabria. «L’idea di fare un Polo d’eccellenza con la Calabria e i due centri di Cardiochirurgia pediatrica in Sicilia – ha detto Giardina – l’abbiamo subito sposata e sostenuta e finalmente forse ormai si è concretizzata. Ci sono state delle discrepanze e delle anomalie nell’impostazione del rapporto tra la Regione Sicilia e quel Centro, delle cose che certamente verranno rimosse. Ci sono stati dei lati oscuri nella convenzione, in quel rapporto, ma siamo prossimi ad un punto di svolta. Adesso chiederò all’Assessorato regionale alla Salute di adeguare questo centro, se come sembra diventerà un fatto permanente nella Città di Taormina».

Figure professionali da inserire. «Bisogna far sì – ha evidenziato il primo cittadino – che delle specialità che sino a questo momento non sono presenti in quel reparto vengano messe. La Cardiochirurgia Pediatrica, oltre agli anestesisti ad hoc, deve avere cardiologi e radiologi che vadano ad occuparsi soltanto di Cardiochirurgia. Un radiologo che svolge la sua attività normale in Radiologia e fa delle Tac a un soggetto di 40 anni, 50 anni o 60 anni, non può avere la capacità, e nemmeno la manualità o la capacità di andare a vedere un bambino appena nato, nel momento in cui è stata fatta la diagnosi intrauterina. Non può utilizzare le sue conoscenze per fare una diagnosi specifica in un bambino di quell’età. Quindi io chiederò di adeguare il Centro di Cardiochirurgia in tutti i settori. Saremo sempre e comunque presenti e vigili affinché questo centro si confermi punto di riferimento per tutto il territorio che va da Catania alla Calabria».

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