Angelino Alfano, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Gentiloni
Angelino Alfano, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale nel Governo Gentiloni

Angelino Alfano torna a soffermarsi sul possibile rientro in extremis della Russia nel G7 di Taormina, che a quel punto diventerebbe G8 e sull’argomento ribadisce le sue perplessità: «È ancora precoce ipotizzare un invito a Vladimir Putin per il G7 di Taormina». Il Ministro dell’Interno ha evidenziato: «Poco importa che la Russia sia strategica nella lotta all’Isis. Ci sono in piedi le sanzioni e c’è in corso il riconoscimento – generoso da parte di alcuni, stentato da altri – di quanto Mosca ha fatto per il cessate il fuoco in Siria». Quanto al miglioramento dei rapporti con la Russia, Alfano ha sottolineato che «l’Italia è stata tra i primi Paesi a dire no a un rinnovo automatico delle sanzioni». Gentiloni ha detto non più tardi di qualche giorno fa che il suo Governo punta a migliorare i rapporti con la Russia, ma questo secondo Alfano è un capitolo a parte rispetto al G7 di Taormina: «Siamo stati i primi a dire no a un rinnovo automatico delle sanzioni. E credo che alla luce della recente, seppur fragile, tregua siriana, sarebbe un errore strategico fare a meno del contributo russo nelle sfide alla sicurezza».

Il fattore Trump. E incalzato ancora una volta sull’eventualità di vedere Putin tra i protagonisti del G7 in Sicilia, passando per il probabile patto all’orizzonte con il nuovo presidente degli Stati Uniti, Alfano ha aggiunto: «Trump ha vinto il giudizio degli elettori, ma sopravvivono i pregiudizi dei detrattori. Penso sarebbe superficiale e malaccorto non cogliere che, nel momento di maggiore freddezza di rapporti tra Usa e Russia, un loro rilancio può solo fare bene al mondo». Insomma alla fine potrebbe essere Donald Trump a togliere tutti dall’imbarazzo, a sparigliare il quadro politico attuale e ad invitare Putin nella Perla dello Ionio a fine maggio. Dopo il 20 gennaio, data dell’insediamento del successore di Obama alla Casa Bianca, tutto sarà più chiaro.

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