Graziella Longo
l'assessore Graziella Longo

«La chiusura della Casa di Riposo di Taormina è un fatto gravissimo. L’Amministrazione comunale si attivi immediatamente per assicurare a questi 28 ospiti un ricovero adeguato nel rispetto della loro dignità». Lo ha dichiarato il consigliere comunale Graziella Longo, che interviene sul provvedimento disposto dalla Regione sulla struttura di contrada S.Antonio e chiede ai vertici di Palazzo dei Giurati di «tutelare i 28 anziani ricoverati in quella casa di riposo». «In questo momento – spiega Longo – la priorità assoluta dovrà essere, anche considerando i tempi strettissimi, quella di andare a individuare immediatamente i centri dove poter trasferire gli anziani costretti ad allontanarsi da Taormina a seguito di quanto disposto dall’Assessorato regionale».

Trasferimento traumatico. «Vi è la necessità – prosegue l’esponente del Partito Democratico – non soltanto di ricollocare le 28 persone ma di andare, intanto, a verificare per ciascuno di loro quali rapporti di amicizia abbiano stretto all’interno della Casa di riposo di Taormina e cercare quindi negli spostamenti di non separare coloro che sono maggiormente legati. L’aspetto psicologico in una situazione del genere è un elemento fondamentale, che non va affatto trascurato. Non mi interessa la polemica e ritengo che anziché andare a ricercare le responsabilità o a rimpallarsi le colpe, adesso bisogna pensare alle soluzioni migliori per non peggiorare la condizione degli anziani. I tempi e i modi per le azioni legali ci saranno, è chiaro che dovrà anche essere fatta un’analisi in Consiglio comunale ma non è questo il momento. Gli anziani e le loro famiglie esigono sin dalle prossime ore risposte rapide e concrete».

La solitudine degli anziani. «Ho sollecitato a più riprese una svolta in Consiglio comunale ma le mie sollecitazioni non hanno trovato una risposta – conclude il consigliere Longo -. Al di là delle carenze strutturali, lì occorreva dare ben altro agli anziani: serviva l’affetto e la vicinanza della nostra comunità e delle Istituzioni, serviva quel senso di umanità e l’attenzione che hanno dimostrato l’Avulss Taormina e l’associazionismo che fa volontariato. Gli anziani dovevano sentirsi parte integrante della città mentre l’attuale struttura li ha collocati in un punto isolato, fuori dal contesto sociale di Taormina. Gli anziani non possono e non devono essere lasciati soli, perché per loro tutto ciò può essere letale. Una città che non cura gli anziani è senza futuro. L’Amministrazione deve farsi carico di quello che sta accadendo e deve trovare le soluzioni per risolvere il problema e creare le condizioni per riportare al più presto a casa queste persone. Al contempo mi pongo una domanda: chi ha spinto l’acceleratore per la chiusura? Chi è stato? Io mi domando questo e mi auguro che possa esserci quanto prima una risposta».

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