Tassa di soggiorno, evasione per 600 mila euro. Il Comune avvia la riscossione coattiva

Il Comune di Taormina prova a stringere il cerchio sulle strutture ricettive che hanno evaso il pagamento della tassa di soggiorno. Gli uffici di Palazzo dei Giurati hanno già notificato una corposa sequenza di avvisi di accertamento alle strutture inadempienti e adesso per chi non si è messo in regola si affaccia all’orizzonte la “spada di Damocle” dei pignoramenti. Soprattutto le piccole attività ricettive, a quanto pare, hanno regolarizzato per la maggior parte la loro posizione mentre diverse altre non lo hanno ancora fatto e adesso il Comune punta sul recupero coattivo. Dalla fase preliminare di avviso di pagamento che fa seguito agli accertamenti si passa alla “fase due”, con azioni ingiuntive verso chi risulta moroso.

Morosità consistenti. Si parla di un’azione che punta a far rientrare nelle casse del Comune circa 600 mila euro: a tanto ammonta la somma non versata dagli operatori economici e sulla quale il Comune sta procedendo per le vie legali al fine di effettuare il recupero della imposta di soggiorno. Sulla spinosa questione l’Amministrazione ha incaricato un legale di fiducia dell’ente, l’avvocato Davide La Rosa. «Stiamo procedendo al recupero delle somme dovute dalle strutture alberghiere in riferimento al mancato pagamento dell’imposta di soggiorno – ha detto l’avvocato La Rosa – ed in questa ottica è in atto la predisposizione di tutti gli atti propedeutici. Si tratta di una delicata attività che potrà avere importanti sviluppi e sulla quale al momento ritengo opportuno non aggiungere altro».

Tre anni di evasione. Il periodo interessato dalle morosità, come evidenziato in Consiglio anche dall’assessore al Bilancio, Salvo Cilona, è ampio. Nello specifico si parla delle annualità 2013, 2014 e 2015. La tassa di soggiorno è in vigore a Taormina dal 1 gennaio 2013 e sulla vicenda dei mancati pagamenti si sta interessando, in collaborazione con il Comune e con l’Associazione Albergatori di Taormina, anche la Guardia di Finanza per fare luce sia sui mancati pagamenti che sul cosiddetto “sommerso” delle attività non in regola. Le somme di questi ambito sono consistenti, basti pensare che ammonta ad oltre Due milioni e duecento mila euro l’introito da record che si può già contare nel forziere di Palazzo dei Giurati sulla tassa di soggiorno per l’anno 2016. In precedenza l’incasso per il Comune era stato di Un milione e mezzo di euro all’anno, cifra poi cresciuta con l’aumento della tariffe determinato dal Consiglio comunale ed in vigore dal 1 gennaio 2016. La casa municipale potrà contare su un introito decisamente sostanzioso per i prossimi mesi, al quale si sta provando ad aggiungere anche il ”quantum” che non è stato sinora versato nelle casse comunali. Rimane anche d’attualità la polemica sul fatto che la gran parte delle somme incassate dal Comune sulla imposta turistica poi vengano impiegate per far quadrare i numeri del bilancio: ma questa è un’altra storia.

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