Taormina, tagli costi della politica
Indennità di funzione "a rischio" per gli amministratori del Comune di Taormina

Indennità di funzione “a rischio” per gli amministratori del Comune di Taormina, che potrebbero presto essere costretti a rinunciare allo stipendio di Palazzo dei Giurati o almeno vederselo ridotto rispetto agli importi attuali. A delineare questa prospettiva è, d’altronde, con chiarezza il Revisore dei conti del Comune, Gabriele Pagano, nel parere sul bilancio di previsione 2016-2018. È storia nota che il Consiglio comunale abbia approvato il 27 dicembre scorso il bilancio 2016 che a questo punto equivale, in pratica, più ad un consuntivo che ad un previsionale. E allora già si guarda al 2017 quando l’ente locale dovrà raggiungere i risultati finanziari previsti nell’esercizio 2016, altrimenti scatteranno inesorabili sanzioni che avranno riflessi anche sull’indennità attualmente percepita dalla Giunta comunale, quindi dal sindaco e dagli assessori, come anche dal presidente del Consiglio.

La sforbiciata. «Con le previsioni contenute nello schema di bilancio – spiega Pagano -, l’ente può conseguire negli anni 2016 e 2018 gli obiettivi di finanza pubblica», ma se così non dovesse essere nel 2017 «nell’anno successivo a quello dell’inadempienza potrebbe avere comminate delle sanzioni». E tra le sanzioni il revisore dei Conti richiama (al punto F) che «l’ente è tenuto a rideterminare le indennità di funzione ed i gettoni di presenza del presidente, del sindaco e dei componenti della Giunta in carica nell’esercizio in cui è avvenuta la violazione con una riduzione del 30% rispetto all’ammontare risultante alla data del 30 giugno 2014». «Tali importi – aggiunge Pagano – sono acquisiti al bilancio dell’ente». La strada che porta al necessario riequilibrio dei conti di Palazzo dei Giurati potrebbe, quindi, portare già tra un anno ad una sforbiciata del 30% nel compenso ad oggi corrisposto dal Comune agli amministratori.

L’esempio di Asm. La questione alimenta discussioni da tempo immemore e i cittadini vorrebbero che chiunque vada ad amministrare il Comune di Taormina decida, presto o tardi, di governare la città senza quel compenso che, d’altronde, non è nemmeno necessario per chi ha già una professione ben retribuita nella vita di tutti i giorni. La morale della favola è che la politica andrebbe fatta per passione, a prescindere dalla fatidica scadenza del giorno 27. Si può dire che un buon esempio lo stia già dando l’attuale commissario liquidatore dell’Asm, il Comandante della Polizia municipale Agostino Pappalardo, che dall’ottobre 2014 guida a costo zero l’azienda servizi municipalizzata. Un liquidatore senza compenso nella “terra promessa” della politica made in Taormina, eldorado inseguito per 20 anni da chiunque abbia partecipato alle elezioni comunali. Perché all’Asm è vero che si arrivava in pompa magna e magari si veniva cacciati dopo un paio di mesi in base agli umori delle Amministrazioni di turno, ma i compensi che la politica garantiva erano un traguardo molto ambito. È un dato di fatto, più ostinato e innegabile di qualsiasi chiacchiera.

La generosità di Laterina. E allora, conclusa quella stagione in Asm, ora col taglio del 30% che incombe come una “spada di Damocle” anche in Comune a Taormina forse è giunto il momento di aprire una nuova stagione e fare un passo indietro. Bisognerebbe fare una riflessione, anteporre il senso della passione senza pretesa all’opportunità materiale del contesto, lasciare nel forziere municipale i corrispettivi dell’indennità di funzione. O magari si potrebbe più semplicemente prendere esempio da altri Comuni italiani come Laterina, piccolo centro della Toscana dove il sindaco e la Giunta hanno donato la propria indennità del mese di dicembre in beneficenza alle popolazioni terremotate e una piccola parte anche alla campagna di Telethon. In quel caso è avvenuta la donazione delle 1.637,37 euro sono stati versati sul conto corrente di solidarietà aperto a settembre dalla Conferenza dei sindaci in favore delle popolazioni colpite dal terremoto dello scorso 24 agosto nell’Italia centrale. A Taormina è così difficile scrollarsi di dosso il piacere del privilegio e replicare slanci di generosità come quello di Laterina?

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