Taormina, Palazzo dei Giurati
Taormina, Palazzo dei Giurati

Sul filo di lana, a pochi giorni dalla conclusione del 2016, il Comune di Taormina approva il bilancio di previsione 2016, che di fatto si può già considerare a questo punto un consuntivo della situazione finanziaria dell’anno che volge al termine nell’ente locale che è in fase di riequilibrio. Palazzo dei Giurati punta a mettersi alle spalle lo spettro del dissesto attraverso un piano decennale di rientro sul quale si attende l’ok definitivo della Corte dei Conti. Il bilancio è stato esitato (con emendamenti) al termine di una seduta consiliare durata oltre 4 ore, caratterizzata da un dibattito serrato e conclusa con voti 10 favorevoli e i 7 voti contrari dell’opposizione.

I numeri del bilancio. «Ci scusiamo – ha relazionato in aula l’assessore Salvo Cilona – per l’evidente ritardo con il quale è stato esitato questo bilancio di previsione 2016. Il prossimo bilancio puntiamo a completarlo ed approvarlo entro i primi tre mesi del nuovo anno. Dal punto di vista finanziario, a grandi linee, il Comune ha 24 milioni e 300 mila euro di entrate, di cui 13 milioni 230 mila euro di entrate dai tributi, inerenti Tari, Tasi, Imu e pubblicità, poi 2 milioni 957 mila euro per trasferimenti, poi le entrate extra-tributarie che riguardano acqua, contravvenzioni e Tosap, equivalenti a 7 milioni 304 mila euro, ed ulteriori finanziamenti per investimenti ed entrate in conto capitale pari ad 806 mila euro. Le spese affrontate riguardano il personale per un importo pari a 4 milioni 959 mila euro, 307 mila euro imposte e tasse a carico dell’ente, 14 milioni 772 mila euro di acquisto di beni e servizi, 1 milione 492 mila euro di trasferimenti correnti e interessi passivi pari a 387 mila euro che va considerato un “dente malato da sistemare al più presto possibile”. Il conto complessivo delle spese è di 23 milioni 808 mila euro». «Andremo a tagliare delle spese e coprire ad esempio la spese dell’acquedotto – ha aggiunto Cilona -. Le strade sono due: aumentare il costo a carico dei contribuenti o rivedere i costi del servizio con un po’ di risparmi, ed è proprio questa la strada che vogliamo intraprendere senza gravare ancora sulle tasche dei cittadini».

“Caccia” ai morosi. E in aula si è anche discusso del problema delle morosità, le tasse non pagate al Comune: importi pesanti che proprio l’ente locale vuole provare a recuperare. «Dobbiamo cercare di recuperare le morosità sulle bollette dell’acqua – ha detto l’assessore al Bilancio – e bisogna recuperare ingenti crediti. Stiamo per avviare in oggetto al settore idrico un’azione pesante, con l’interruzione del servizio nelle attività produttive. Non vengano a dirci poi che non possiamo farlo e che altrimenti i datori di lavoro metteranno su strada i lavoratori, o che faranno ricorso contro l’ente locale. Il Comune vuole farsi valere e recuperare quanto ci spetta. Anche sulla tassa di spazzatura ci sarà un’azione forte di recupero crediti. E se riusciremo in questo intento si potranno abbassare le tasse a carico dei contribuenti, anche individuando gli evasori totali che non erano addirittura neppure registrati negli elenchi comunali».

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