Il consigliere Eugenio Raneri
Il consigliere Eugenio Raneri

Il consigliere Eugenio Raneri invita il Consiglio comunale ed ancora prima la Giunta a “fare una riflessione” sulla gestione del patrimonio storico di Taormina e chiede all’Esecutivo la previsione di un regolamento sull’utilizzo dei palazzi storici: «Dopo la riapertura dell’ex pretura – ha dichiarato Raneri in Consiglio – è arrivato il momento di prevedere con urgenza un testo che possa disciplinare la fruizione dei beni e dei luoghi che vengono chiesti da più parti per mostre, esposizioni ed eventi vari. Oggi chi ottiene gli atti di concessione di una sede non dà nulla alla cosa pubblica, in passato gli artisti o le associazioni donavano anche un quadro, una statua o qualcosa di simbolico e di valore al Comune di Taormina per incrementarne il patrimonio culturale».

La rinascita dell’ex pretura. «È arrivato il momento – spiega Raneri – di portare in Consiglio comunale una proposta o comunque delle idee su come chiamare l’ex pretura dandogli un altro nome, di altro prestigio. Siamo stati all’inaugurazione di un palazzo che merita per i lavori di restauro che sono stati fatti, di essere visitato e anche perché è venuta adesso fuori anche la seconda facciata del complesso. Nulla toglie che il Consiglio comunale possa adesso mettere un nome a quel luogo. Se l’Amministrazione farà lo sforzo di portare in aula una delibera, potremo intitolarlo in maniera differente dalla dicitura “ex pretura”. Il professore Longo nel suo discorso ha, comunque, anche ricordato ad esempio la sentenza del pretore Ferro sul casinò di Taormina. Adesso occorre fare una riflessione sui palazzi storici che sono restaurati ma anche su un’altra parte di patrimonio che è nel degrado e mi riferisco a Palazzo Corvaja. Il tetto subisce da anni delle infiltrazioni ma c’è di più: qualche poltrona è finita all’Archivio storico, il tavolo non si sa che fine abbia fatto».

I beni della Perla. «Molte cose di Taormina – conclude Raneri – sono scomparse nei Musei siciliani e non sono più tornati alla “Casa del padre”, e qualche sito come l’Archivio Storico è diventato un magazzino o consegnato alla mercé di qualche evento. Bisogna fare un regolamento sulla gestione dei beni storici, perché c’è chi chiede i siti storici in concessione e poi lascia la spazzatura alla ex chiesa del Carmine. Il professore Longo si è impegnato per la città, acquistando non solo Badia Vecchia ma anche il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano e un libro dal titolo “Le tre perle” lo ha scritto a suo tempo il geometra Salvatore Lo Re, e quel libro rende certamente l’idea sulla storia della città».

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