Taormina. Sopralluogo Protezione Civile al depuratore: tempi lunghi per sistemare argine Alcantara

Il dirigente generale della Protezione Civile, ing. Calogero Foti, ha visitato l'impianto della Rete Fognante a Giardini Naxos. Al momento manca la disponibilità immediata di fondi. Gli enti preposti saranno chiamati a una ennesima riunione a gennaio per fare il punto e trovare le risorse. L'Alcantara resta una minaccia per il depuratore e si temono gli effetti delle prossime piogge

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Esito interlocutorio per il sopralluogo effettuato ieri mattina dai vertici regionali del Dipartimento di Protezione Civile al depuratore di contrada Pietre Nere a Giardini. Sul posto si è recato il dirigente generale l’ing. Calogero Foti che ha visionato lo stato dei luoghi e ha appurato la presenza ormai invasiva e preoccupante delle acque dell’Alcantara ad un passo dall’impianto consortile che serve i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. La necessità dettata dal quadro ambientale in essere ma soprattutto l’obiettivo, espresso proprio dall’ing. Foti, è quello di andare ad eliminare l’isolotto sito di fronte al muro del depuratore. Ma il vero problema emerso anche nell’incontro di ieri, avvenuto alla presenza del presidente del Consorzio, Andrea Raneri, e dei tecnici del Consorzio, è che non c’è disponibilità immediata di fondi da parte della Regione per i necessari interventi da effettuare.

A gennaio conferenza degli enti. La difficoltà a disporre delle somme che occorrono paralizza, quindi, al momento l’avvio del piano di intervento finalizzato a consolidare il muro che divide il consorzio dal fiume ma soprattutto per sistemare l’argine sinistro dell’Alcantara. Nel primo mese del nuovo anno si dovrebbe tenere, stando a quando indicato proprio dal Dipartimento di Protezione Civile, una conferenza dei servizi per fare il punto aggiornato, tra assessorato al Territorio ed Ambiente, il Genio Civile e la Protezione civile ed il Parco Fluviale dell’Alcantara, insieme ai vertici del Consorzio Rete Fognante e gli amministratori dei quattro Comuni facenti parte dell’ente consortile.

I lavori da effettuare. Le prossime settimane saranno, a questo punto, decisive per mettere insieme i fondi di risistemazione dell’asta del fiume e per prevedere, risorse economiche alla mano, la regimentazione idraulica e la sistemazione dell’argine ormai da tempo compromesso. L’assenza di fondi per un intervento immediato da Palermo preoccupa non poco i vertici del Consorzio, che adesso dovranno sperare nella clemenza delle condizioni atmosferiche da qui ai giorni che verranno, affinché le acque dell’Alcantara non tornino a “minacciare” da vicino il depuratore consortile, che rappresenta una struttura fondamentale per la depurazione nei Comuni dell’hinterland ed anche a garanzia della prossima stagione turistica.

Incubo piogge. Desta preoccupazione la situazione anche per la presenza in prossimità del depuratore di un palo della luce che potrebbe finire, anch’esso, nel mirino delle acque del fiume. Sino ad oggi si è sfiorata la catastrofe ambientale ma poi il livello delle acque è sceso in extremis, tuttavia l’Alcantara viene considerato praticamente già dentro l’impianto se si tiene conto che ha scavato ai piedi del muro che proteggere il depuratore. L’azione erosiva lenta e costante prosegue. Ora più che mai sarà una corsa contro il tempo per fermarla.