Il disastro era nell’aria ormai da tempo ed è uno scenario catastrofico quello che si sta purtroppo concretizzando in questi momenti al Consorzio Rete Fognante mentre le piogge imperversano senza tregua sull’hinterland di Taormina e Giardini Naxos. La furia dell’Alcantara appare ormai inarrestabile e si sta portando dentro l’impianto consortile di depurazione delle acque di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. «Avevamo previsto tutto ciò, abbiamo chiesto l’intervento di tutti, nessuno ha fatto niente per aiutarci. Se le acque dell’Alcantara si portano via il muro sarà una catastrofe», è l’eloquente commento del presidente del Consorzio, Andrea Raneri. L’Alcantara sta premendo su una parte del Consorzio che rischia di essere spazzata via dall’azione del fiume. Lo si è detto da mesi e anni senza nessuna risposta concreta al “grido d’allarme” lanciato dai vertici dell’impianto consortile di Giardini. Per risolvere l’emergenza e mettere in sicurezza in via definitiva le strutture consortili si è palesata la necessità di interventi per circa Un milione e 500 mila euro: ma da Palermo sono arrivate soltanto promesse e nei fatti la situazione è rimasta immutata. Se dovesse alzarsi ulteriormente il livello delle acque il pericolo – che di fatto sta già diventando realtà in queste ore – è che la piena raggiunga le vasche della depurazione comprensoriale con i ben prevedibili danni per i quattro Comuni del comprensorio ionico. Lo scenario in corso ricorda drammaticamente quanto accadde nel 1951 quando si verificò un’onda di piena stimata dalla stazione idrometrica di Alcantara in mille 910 metri cubi al secondo.

L’analisi dell’esperto. «Avevamo sottolineato nei mesi scorsi – spiega il prof. Franco Ortolani (esperto nazionale di fenomeni geoambientali e consulente del Consorzio Rete Fognante) in un convegno pubblico che c’era in atto una situazione di predisastro per questo impianto che ha un ruolo strategico importante per il comprensorio ed avevamo indicato gli opportuni interventi da compiere. Il fiume ha continuato ha scavare ed era prevedibile che alle prime piene sarebbe successo quanto sta accadendo. Adesso si sta verificando quanto avevamo previsto, non siamo dei grandi scienziati ma osservatori della natura e della dinamica. È facile prevedere quello che accadrà in caso di non intervento». «Adesso – aggiunge Ortolani – voglio augurarmi che le Istituzioni intervengano immediatamente per allontanare il fiume dal depuratore. Invito i responsabili ad intervenire immediatamente, accogliendo le istanze e le richieste di aiuto fatte da parecchio tempo a questa parte dai vertici del Consorzio».

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