Si fa drammatica la situazione dell’impianto della Rete Fognante di Giardini Naxos che serve i Comuni di Taormina, Naxos, Letojanni e Castelmola. L’Alcantara sta sfondando il muro che separa il fiume dal depuratore consortile, ultimo avamposto a protezione della struttura di contrada Pietre Nere. Alle porte potrebbe esserci un autentico disastro ambientale se non si riuscirà a fermare in extremis la furia del fiume. Il presidente del Consorzio Rete Fognante, Andrea Raneri, fa il punto sull’emergenza e lancia un ultimo appello alle Autorità preposte affinché chi di dovere si mobiliti oggi stesso per scongiurare lo scenario inquietante che si sta, purtroppo, concretizzando. «Tre anni fa quando mi sono insediato il primo atto che ho fatto da presidente è stato quello di andare al Dipartimento di Protezione Civile, e all’assessorato al Territorio ed Ambiente per sensibilizzare chi ha competenza su fiumi e torrenti su una situazione che già da anni era critica. Poi con delle somme che avevamo a disposizione del Consorzio, in assenza di risposte, abbiamo realizzato un muro di contenimento nel terreno. Ci siamo mossi non per prendere tempo ma per convincere in modo ancor più chiaro il Genio Civile, l’assessorato e la Protezione Civile della necessità di effettuare le opere finalizzate alla messa in sicurezza dell’impianto».

Stagione turistica 2017 a rischio. «Se il muro di contenimento, che abbiamo realizzato qualche anno fa, verrà portato via dall’Alcantara – continua Raneri – è evidente che il fiume entrerà nella struttura consortile danneggiandola in maniera grave. Chiederemo un intervento forte con l’assessorato competente e con la Protezione Civile affinché finalmente si intervenga a tutela di questo impianto che serve un intero comprensorio. Per altro, tutti i terreni che si trovano nella parte superiore del depuratore che appartengono o ai privati o al Demanio, mostrano un’erosione visivamente palese. Il fiume avanza e non ci sono manufatti in cemento armato. Il serio rischio è quello di compromettere la prossima stagione turistica, perché se continuerà questo stato di cose gli impianti non riusciranno a depurare. La politica in questo momento sta attraversando un bruttissimo momento ma gli organi competenti non possono e non devono aspettare una strage o che ci scappi il morto al cospetto della necessità di un intervento e di una vicenda in cui i soldi sarebbero spesi bene. Sono due anni che denunciamo questo grave pericolo».

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