Pozzo in contrada Santa Filomena a Trappitello
Acquedotto di contrada Santa Filomena a Trappitello

Il Comitato Insieme per i Nostri Diritti, che da cinque anni dà battaglia sulla vicenda del “caso acqua torbida” torna a recapitare bordate all’indirizzo dell’Amministrazione comunale sugli sviluppi della vicenda. Da qualche mese, infatti, il fenomeno che ha tormentato a lungo la cittadina di Trappitello per fortuna non si ripete più e forse, a quanto pare, era dovuto a qualche privato che a monte dell’acquedotto di contrada Santa Filomena potrebbe essersi messo adesso in regola, determinando di conseguenza una improvvisa svolta positiva nel timore di controlli da parte delle autorità preposte. Da qui forse l’assenza di ulteriori infiltrazioni ai pozzi. Ma al momento il “lieto fine” coincide con delle ipotesi e non c’è ancora una causa esatta di quanto accadeva sino a qualche tempo fa ad ogni pioggia con i rubinetti che presentavano acqua marrone ed il Comune che era costretto al distacco momentaneo del servizio per ripulire i serbatoi.

Cinque anni di misteri. «Dopo aver nominato esperti, professori ed ingegneri, con tanto di convenzione sottoscritta con l’Università di Messina, effettuato lavori di regimentazione a più non posso, e dopo aver “minacciato” controlli sul territorio, dal giugno 2013 anno di insediamento di questa Amministrazione – afferma Giuseppe Sterrantino – presidente del “Comidi” -, ancora adesso non si conosce il perché degli eventi che hanno causato così gravi disagi ai cittadini. L’Amministrazione non ha individuato le cause certe, sicuramente compito alquanto complesso,e continua, quindi, a proporre delle ipotesi sperando che qualcuna di queste sia effettivamente quella corretta: questo atteggiamento ritengo sia incomprensibile e grave perché continua a sottovalutare i rischi silenti di tale problematica che possono impattare sulla salute pubblica. Un problema così grave, che registrò la sua prima manifestazione nel 2011, e vide schierarsi in prima linea, contro la Giunta del tempo, una buona parte dell’attuale Amministrazione comunale, a memoria il “fu” “Comitato Civico Impegno sociale Taorminese”, non può non avere delle cause ufficiali, per cui sarebbe opportuno e saggio proseguire con l’avvio dei controlli e delle ispezioni da parte del Genio Civile: visto che l’assessore al ramo ha sempre affermato che non competono all’Amministrazione queste tipologie di attività sarebbe opportuno che “spingesse” chi ha la competenza a non desistere».

Le analisi. «Vorrei ricordare – conclude Sterrantino – che le analisi effettuate a luglio 2016 dal Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Messina, indicavano che nel pozzo interno e nel pozzo esterno di “Santa Filumena” (Fraz. Trappitello) e nella “Sorgente Sifone” vi era presenza di Batteri Coliformi, Escherichia Coli, PseudomonasAeruginosa, conta batterica a 36° e a 22°, Enterococchi fecali, e che tali valori di parametro riscontrati non erano conformi al disposto del D.Lvo n. 31/2001: vero è che l’acqua che esce dai rubinetti risulta essere conforme ai dettami della legge, così come attestato dai risultati dei test, ma come si spiega il continuo inquinamento dell’acqua dei pozzi di S. Filumena in questi anni, a prescindere dalla presenza di fango o meno??».

Giallo senza risposta. «Ricordo, inoltre, all’Amministrazione comunale – conclude Sterrantino -, che questo Comitato ho più volte richiesto le analisi complete, chimiche e batteriologiche delle risorse idriche captate nei pozzi di S. Filumena a partire da luglio 2016, periodo in cui fu emessa l’ordinanza di revoca del divieto di utilizzo dell’acqua ai fini potabili, sino ad oggi, senza ottenere nulla: trasparenza, concetto molto caro in campagna elettorale a questa amministrazione, ad oggi inesistente. Purtroppo nonostante la “carta”, non le ipotesi o le chiacchiere, evidenzi fatti concreti ed inconfutabili, l’Amministrazione si è nuovamente arenata, continuando a navigare a vista, non solo in questo ambito, e sperando nella buona sorte».

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