Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina
Pinuccio Composto, capogruppo di ProgettiAmo Taormina

Il “buco” di bilancio e la situazione finanziaria di Palazzo dei Giurati resta al centro del dibattito politico. Sulla questione si è registrata una dura presa di posizione del capogruppo di “ProgettiAmo Taormina”, Pinuccio Composto, che non risparmia una serie di bordate all’indirizzo dell’Amministrazione e parla di situazione “ad un punto di non ritorno”. «Ritirare una proposta nella quale c’è una incongruenza di parecchie centinaia di migliaia di euro – ha detto Composto – non è una cosa che risolve un problema del genere in 24-48. A mio avviso soltanto il mago Houdini o il magio Zurlì potrà far quadrare i numeri. La storiella è leggermente diversa da quella che ci viene raccontata. È la prima volta che accade una cosa del genere ed è la prima volta che arrivano intanto in discussione gli atti propedeutici ad un bilancio che non c’è. Perlomeno si tratta di una anomalia. Mi sono chiesto come sia possibile che ci sia stato questo problema soltanto perché un dirigente sta male e quindi non ci sono altri uomini nella piramide comunale che possano sostituirlo, e mi sembra strano perché abbiamo anche due esperti al Comune di Taormina nel settore economico e finanziario. Siamo ormai in “zona Cesarini”, siamo prossimi al fischio finale dell’arbitro in questa partita. Siamo al 92esimo minuto e mi sembrava normale che il bilancio arrivasse con tutti gli atti in aula, e così non è stato».

Mancati pagamenti. «La situazione è talmente tranquilla – continua Composto – che abbiamo una scopertura di cassa al massimo, cioè a 6 milioni, non sono state pagate 750 mila euro alla Rete Fognante e cioè le ultime 3 mensilità». Bisogna ancora pagare alla società che si occupa della raccolta rifiuti. Tutti i fornitori non vengono pagati e chiamano in continuazione. La verità è che non viene pagato più nessuno, questo è un Comune allo sbando. Le ditte non vogliono più fornire questo Comune e ci si deve chiedere il perché. Non si riscuote niente, peggio dello scorso anno. C’è un piano di riequilibrio in cui è stato acceso un mutuo e non riscuotendo aumenterà ancor di più a 16 milioni, quindi bisognerà pagare non soltanto il milione di euro previsto inizialmente ma ulteriori 500 mila euro in più per 30 anni. Tutto a carico dei nostri cittadini perché non si ha il coraggio di chiudere le fontanelle che andrebbe chiuse già da tempo.

Trend da invertire. «Ci sono aziende collegate al Comune di Taormina o comunque in stretta simbiosi con l’ente locale – conclude il consigliere di opposizione – che devono camminare da sole. Non è più possibile che noi “regaliamo” acqua, luce e gas e non è più possibile dare gli immobili a chi fa interessi personali e privati con manifestazioni e mostre in cui loro fanno gli incassi e noi ci carichiamo tutte le spese per le utenze e altro. Così non si va avanti, siamo ad un punto di non ritorno e il trend andava invertito già da parecchi anni a questa parte. Da 3-4 anni si tenta di fare una manovra per non arrivare al default e ci si scoccia se diciamo la verità».

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