Andrea Raneri, presidente Consorzio Rete Fognante
Andrea Raneri, presidente Consorzio Rete Fognante

«Il Consorzio Rete Fognante di Taormina, con i suoi depuratori di Giardini e Letojanni, è in regola con i parametri della Comunità Europea. Paradossalmente sin qui non abbiamo avuto accesso ai finanziamenti proprio perché non rientriamo tra i depuratori in infrazione». Lo dichiara il presidente del Consorzio, Andrea Raneri, che fa chiarezza sulla situazione dell’ente consortile del quale fanno parte i Comuni di Taormina, Giardini, Letojanni e Castelmola. «Esiste una direttiva comunitaria, la n.91/271 che sino al 2012 prevedeva in effetti un’infrazione (C565-anno 2012) – spiega Raneri – e riteneva questi impianti non in regola con la normativa sullo scarico in area sensibile. Ma dal 2013 in poi le nostre strutture sono perfettamente a norma e, a scanso di equivoci, vogliamo chiarire che i depuratori della Rete Fognante di Taormina non hanno più nulla a che vedere con la tabella degli impianti siciliani, data anno 2012, che elenca tutti coloro che sono in condizione di infrazione. Quella tabella, per quanto ci riguarda, è ormai superata e come si può evincere da successivi atti, ovviamente dimostrabili, i depuratori di Giardini e Letojanni rientrano attualmente nei parametri in entrata e uscita per la depurazione delle acque. I nostri depuratori sono stati messi in linea, tant’è che noi siamo stati esclusi da opportunità di finanziamento comunitarie in quanto non risultanti in condizioni di infrazioni. Ci sono fondi che vengono, in tal senso, destinati a chi necessita di aiuti per mettersi in regola».

Il problema del pennello a mare. «È altrettanto innegabile – continua Raneri – che il depuratore di Giardini Naxos necessita di un pennello a mare e lo andiamo ribadendo da tempo anche nelle discussioni con i Comuni. Ma quel pennello ha un costo di 3 milioni e mezzo di euro circa, una somma al momento non disponibile nelle possibilità dell’ente consortile e dei Comuni. Bisognerebbe spostarsi, in tal senso, a 300 metri della battigia e scendere a una profondità che varia tra i 35 e 40 metri. Intanto a Letojanni stiamo sistemando alcune problematiche ed entro il 28 febbraio si completeranno dei lavori in corso. Stiamo ulteriormente migliorando la parte necessitante di interventi di adeguamento funzionale e normativo».

© Riproduzione Riservata

Commenti