Raneri Eugenio, ex presidente del Consiglio comunale
Raneri Eugenio, ex presidente del Consiglio comunale

L’ex presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri attacca l’Amministrazione ed in particolare recapita bordate al all’assessore Cilona sul “giallo” di un buco nel bilancio comunale, nello schema cioè di previsione finanziaria 2016 che dovrebbe approdare entro il 31 dicembre in sede di Civico consesso. «In questo Comune – ha detto Raneri – sono saltate tutte le regole. Mi sarei aspettato trasparenza dell’Amministrazione. È antipatico farsi una passeggiata in Corso Umberto e apprendere da non addetti ai lavori che il bilancio del Comune di Taormina non si può esitare perché c’è un buco. Sia chiaro che sul bilancio e sugli atti propedeutici il mio voto sarà un “no”. Voglio sapere come stanno le cose e perché il bilancio non è arrivato ancora in Prima Commissione. A cosa è dovuto questo ritardo, visto che in Corso Umberto le cose si sanno e i consiglieri invece non conoscono i fatti».

Riflessi sul riequilibrio. «La spiegazione data dall’assessore mi ha “commosso” – continua Raneri -, specie perché ringrazia chi vota a favore ma vorrei ricordargli che non si tratta del piano di riequilibrio. L’assessore ha fatto qualche dichiarazione sul ritiro del vecchio piano di riequilibrio e ha parlato a mezzo stampa e non in Consiglio comunale. Ha dato spiegazioni anche giuste che io condivido ma pensavo che poiché il piano di riequilibrio investe la Città di Taormina, nessuno ha parlato del ragioniere del Comune. Non sono stato io e nemmeno chi mi ha preceduto o quelli che si sono susseguiti. Il problema del ragioniere non esiste, esiste altro ed è un problema di correttezza istituzionale. L’Amministrazione doveva informare il Consiglio comunale. L’assessore ci ha detto con “nonchalance” che la Giunta ora delibera e sistema tutto, ma io voglio il parere del revisore dei conti che è un atto propedeutico. Non sono tranquillo e nemmeno sereno. Il Consiglio dovrà votare il bilancio 2016 e lo schema triennale, che a sua volta ha riflessi sul piano di riequilibrio. Anche sul piano di alienazione bisognava sedersi ad un tavolo e fare qualcosa di serio».

“Lacrime e sangue”. «Suggerisco a questa Amministrazione un po’ di umiltà, volendo ricordare che in questa città abbiamo la tassazione al massimo delle aliquote, e come l’assessore stesso ha detto siamo in una condizione di “lacrime e sangue”. L’assessore non mi ha tranquillizzato e non è stato trasparente. Io le cose le voglio apprendere in Consiglio, non in Corso Umberto. Non si confonda l’oro col piombo, nessuno e lo ribadisco “nessuno” ha parlato del ragioniere. Un bilancio va supportato dagli atti propedeutici e la pressione tributaria è già al massimo. Chiederò al Revisore dei Conti cosa è successo prima e cosa accadrà dopo. L’Amministrazione dovrà convincere altri a votare a favore, non me».

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