Antonio Presti, presidente Fondazione Fiumara d'Arte
Antonio Presti, presidente Fondazione Fiumara d'Arte

All’indomani della cerimonia di consegna de Le Rocce, Antonio Presti non risparmia un duro attacco alla politica che dal 1972 in poi ha lasciato in abbandono il villaggio che si affaccia sulla baia di Mazzarò: «Quelle 25 casette sono state massacrate dalla noncuranza e violentate dal tempo». «Siamo di fronte a uno dei luoghi più affascinanti della nostra Sicilia, un posto profanato da chi non ha saputo porre fine allo scempio e all’abbandono – ribadisce Presti -. Dopo oltre 50 anni “Le Rocce di Mazzarò” vengono riconsegnate adesso ai cittadini, massacrate dalla noncuranza e violentate dal tempo: quelle casette disseminate tra rifiuti, lamiere, frammenti di vetro recidono la memoria che conserva ancora l’eco della “dolce vita” che fu».

Un’offesa alla storia. E proprio il degrado totale in cui è sprofondato il villaggio Le Rocce dopo mezzo secolo di disinteresse e trascuratezza della politica viene ritenuto da Presti, come d’altronde da tanta gente, «un’offesa alla “dolce vita” che è parte importante della storia di Taormina». «Martedì mattina – continua il presidente di Fiumara d’Arte – la vita laggiù è ricominciata con una conferenza stampa per presentarlo ai giornalisti, così come si trova oggi – sospeso tra la natura e il mare – e per raccontare le “visioni” di un sogno che, vista la comunione d’intenti di tutti gli interlocutori istituzionali, potrebbe a breve diventare un museo all’aperto che si offre ai cittadini, ai turisti, a tutti coloro che amano Taormina e il suo profumo».

La rinascita con i bambini. «Occhi innocenti di bambini che guardano l’orizzonte del futuro; chicchi di melograno a rappresentare la pienezza della vita, l’energia e la rinascita, unite dal filo conduttore del sacrificio; e le tartarughe, simbolo di tenacia, immortalità, radicamento e simbiosi con la Madre Terra», così il mecenate messinese ha portato a battesimo la nuova era de Le Rocce e sul complesso da riqualificare fa una promessa: “consegneremo Le Rocce alla società civile”. Ed infatti Presti ha voluto alla cerimonia di consegna de Le Rocce la presenza di un gruppo di giovani alunni della Scuola Primaria di Castelmola che, al termine della cerimonia, hanno sistemato ai piedi di due alberelli, piantati per l’occasione, alcuni melograni e liberato tre piccole tartarughe. Il futuro riparte dai bambini, dalle future generazioni che saranno chiamati a far sì che il villaggio Le Rocce possa avere un destino migliore di quello avuto negli ultimi 44 anni di vergogna assoluta.

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