Taormina, Filippo Romano: «Dal project a Presti, ecco le verità su Le Rocce»

Il Commissario straordinario della Città Metropolitana racconta come sono andate le cose sull'assegnazione del villaggio Le Rocce a Fiumara d'Arte: «Urega ha dichiarato inassegnabile il project financing per l'albergo. Poi è arrivato Presti, dovrà iniziare i lavori entro 3 anni e concludere tutto in 9 anni. Forse nascerà una Fondazione misto pubblico-privato»

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Il Commissario straordinario della Città Metropolitana di Messina Filippo Romano fa chiarezza a tutto campo sulla situazione del Villaggio Le Rocce di Taormina. Romano, in occasione della consegna ufficiale del bene a Fiumara d’Arte, ha spiegato infatti come e a quali condizioni l’immobile è stato assegnato ad Antonio Presti, e rivela anche che fine ha fatto il project financing che a suo tempo prevedeva la riqualificazione del complesso naturalistico con destinazione alberghiera.

Il project financing. «Le Rocce – ha detto Romano – nasce come realizzazione turistico-sociale per i lavoratori della Regione Siciliana. È rimasta in funzione per poco tempo e poi negli Anni Ottanta la Regione ha consegnato alla Provincia l’immobile. Da lì si era immaginato un futuro per questa realtà splendida ma i problemi burocratici si sono susseguiti e solo 7-8 anni fa era stato quindi avviato un project financing per un albergo di lusso. Ci troviamo nel promontorio di Taormina, nel cuore cioè della zona a mare della città. Alla fine, l’Urega che è l’ufficio regionale che gestisce i contratti e gli appalti più grossi lo ha dichiarato inassegnabile e ci ha dato modo di produrre dei documenti ulteriori ma non sono stati ritenuti sufficienti. La ditta che aveva presentato la proposta progettuale ha fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato ma ha perso in entrambi i casi».

La proposta di Presti. «Nel frattempo – prosegue il commissario – si è fatto avanti, l’anno scorso, la Fondazione Fiumara d’Arte di Antonio Presti, che avendo avuto notizia dei problemi che si erano verificati, si è detta disponibile ad un altro esito per quest’area, un esito molto interessate ed obiettivamente, sia in chiave di interesse pubblico che di pubblicizzazione dell’area, più interessante di una eventuale realizzazione alberghiera, che per altro era stata condotta secondo legge. Quindi bisognava attendere che si completasse l’iter. Quell’iter del project financing è terminato con la bocciatura presso l’Urega confermata dal giudice in primo e secondo grado. Il percorso avviato è abbastanza lineare, è un comodato d’uso lungo, di 99 anni, ma è un termine tradizionale e significa che non c’è un termine immediato. Nel frattempo vi saranno però dei tempi più stretti per la realizzazione, poiché stiamo gestendo un bene pubblico, da parte di un ente pubblico, e abbiamo dovuto indicare dei paletti anche per il migliore dei proponenti, che nel caso specifico è Antonio Presti con la sua Fiumara d’Arte».

Obblighi sui lavori da fare. «Vi sono degli obblighi ben precisi per Presti – continua Romano -, ovvero di iniziare i lavori entro 3 anni ed entro 9 anni di finirli, pena la decadenza del comodato. Una volta che i lavori verranno eseguiti, qualsiasi cosa verrà costruita su questo terreno, diventerà automaticamente proprietà pubblica, proprietà cioè della Città Metropolitana andando notevolmente ad arricchire il patrimonio pubblico con le opere che verranno realizzate o posizionate. Terminata tale fase, si dovrà riflettere insieme, e già questo è nel contratto che siamo andati a firmare, sul futuro assetto da dare a tutta la gestione. Dovremo valutare se lasciare il tutto semplicemente alla Provincia, come dono e questo è il suo animo, oppure piuttosto creare una Fondazione mista pubblico-privato, su cui stiamo già lavorando, che metta insieme l’eredità di Antonio (Presti, ndr), quindi Fiumara d’Arte, e la nostra proprietà di quest’area. Forse questo potrebbe essere l’esito più intelligente».

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