Taormina, palazzo dei congressi
Taormina, Palazzo dei congressi

L’Associazione Imprenditori per Taormina dice “no” all’ipotesi di un patto a quattro per la gestione del Palazzo dei Congressi di Taormina. Nei giorni scorsi l’assessore Salvo Cilona ha prospettato una joint venture con una intesa tra il Comune, l’Associazione Albergatori Taormina, proprio Aipt (gli Imprenditori) e Taormina Arte. In precedenza, sempre a fine novembre, era stata comunicata dal presidente degli Albergatori, Italo Mennella, la volontà da parte degli albergatori taorminesi di chiedere per almeno tre anni la gestione della struttura di piazza Vittorio Emanuele II. Adesso Franco Parisi esprime la posizione del sodalizio da lui presieduto e ritiene che «la soluzione risolutiva da attuare debba essere quella di un bando pubblico internazionale che il Comune dovrebbe indire al più presto».

Fare un bando pubblico. Sono mesi decisivi per il Palacongressi, che a maggio sarà tra le strutture di riferimento del G7, e dove a breve dovrebbero iniziare i relativi lavori di messa a norma e adeguamento per la definitiva agibilità. Poi, dopo il G7, si arriverà ad un bivio sul futuro dell’auditorium. «A suo tempo l’Associazione Imprenditori per Taormina – spiega il presidente Parisi – si è fatta ufficialmente avanti per chiedere la gestione del Palazzo dei Congressi. La nostra è stata, per alcuni versi, una provocazione, abbiamo voluto dare un segnale e sottolineare la necessità che ci sia un confronto e un dibattito su questa vicenda affinché si determini una decisione per la gestione ed il rilancio del Palacongressi. Quella struttura ha bisogno di altissime professionalità, noi indubbiamente abbiamo imprenditori capaci e intenzionati a impegnarsi, tuttavia serve qualcosa in più: occorre una gestione manageriale, di chi fa questo mestiere per 12 mesi l’anno e 365 giorni l’anno e che sappia intercettare eventi congressuali e flussi turistici importanti».

L’esigenza di una vera svolta. «A nostro avviso non ha senso immaginare la joint venture a quattro di cui si parla, che rischierebbe di diventare una competizione per l’assegnazione di posti ed incarichi. Il Palacongressi, lo vogliamo ribadire, necessita di una svolta radicale». «Soltanto un bando internazionale può rilanciare in modo concreto e importante quella struttura che può e deve essere un punto di riferimento per la Città di Taormina. Sarebbe semplice per noi dire subito sì alla proposta di una joint venture a quattro e comunque andare ad essere parte integrante di un accordo per la gestione dell’immobile comunale. Tuttavia quella scelta non consentirebbe il cambio di passo di cui il Palacongressi necessita e lo diciamo con la dovuta onestà intellettuale, anche andando paradossalmente contro i nostri stessi interessi. Ma l’unico vero interesse che conta è quello di fare la scelta giusta e più opportuna per Taormina. Il bando pubblico internazionale è la strada da percorrere e che noi sosteniamo».

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