Vista panoramica dal villaggio Le Rocce
Vista panoramica dal villaggio Le Rocce

Audizione in Consiglio comunale per Antonio Presti, che nei giorni scorsi ha rilevato dall’ex Provincia Regionale di Messina la gestione in comodato d’uso del Villaggio Le Rocce. Il mecenate messinese ha esposto ieri sera in Consiglio comunale il suo progetto di riqualificazione per l’oasi naturalistica abbandonata dal lontano 1972 che dopo mezzo secolo si appresta a rivedere la luce ed è destinata a diventare un “Museo sul mare”.

L’idea. «Il mio progetto museale per le Le Rocce – ha detto Presti in aula consiliare – intende essere un impegno etico e civile a dispetto dell’apparire e del depredare. Ancora oggi c’è una speranza, e mi riporta a quel passato, come gli Anni Ottanta, in cui la società era presidio civile etico. Adesso è un po’ difficile fare le cose e i percorsi vengono fatti in solitudine. Io quella solitudine l’ho conosciuta e vissuta perché da siciliano ho inteso percorrere la via del donare la bellezza sotto forma di opera d’arte. Tra Santo Stefano di Camastra e Tusa ho creato un Museo d’arte contemporanea all’aperto e ho subito anche 20 anni di processi per aver donato bellezza e sono stato incriminato perché con le mie opere disturbavo il paesaggio con gli alberi di ulivi mentre poi è stato realizzato un viadotto di 60 metri ma non è stato sollevato alcun problema. L’arte viene vista come abusiva mentre il viadotto non è stato incriminato. La politica della bellezza però vince contro tutte le difficoltà. Li alla Fiumara ho donato la mia vita e con la piramide in quella valle ho chiuso un ciclo. Quello che ho fatto è stato riconosciuto, ma bisogna ripartire da zero e a 60 anni voglio rimettermi in discussione. Un giorno il mio amico giornalista Gino Mauro (defunto Capo Ufficio Stampa della Provincia di Messina), che mi ha sempre sostenuto nelle mia battaglie sin dagli Anni Settanta quando ero sotto processo per abusivismo, mi disse: “vieni a Taormina”».

L’iter. «Quando mi parlò de Le Rocce, da straniero, lo ritenevo un luogo inespugnabile e con tante criticità. La speculazione li non è riuscita però a concretizzarsi, il potere del denaro e della speculazione non è entrato. Aveva ragione Gino sulla bellezza di questo luogo meraviglioso. Ho trovato il supporto negli amici Salvo Cilona e Vittorio Sabato e mi è stato accanto e ha creduto in me il comitato La Voce del Mare, e col cuore mi ha sostenuto Giovanni Aucello. C’era un project ma quella procedura non faceva per me e non ho voluto partecipare. Quell’iter è stato cassato e a quel punto ho affermato pubblicamente la mia volontà di impegnarmi per questo luogo. Dopo 2 anni abbiamo firmato questa intesa, il comodato d’uso con la Provincia. Non è un comodato che viene fatto ad Antonio Presti e nemmeno alla Fiumara, che in questo momento è strumento di questo passaggio, e ci tengo a chiarirlo pubblicamente: è un comodato che viene riconosciuto come valore etico e di futuro, è un luogo che va bonificato, e che è stato offeso, vilipeso e profanato. La natura è più forte di tutto, lì c’è un incantesimo, la bellezza del cuore che vuole risarcire e restituire 50 anni di degrado. Io sono un guerriero di luce, e la luce o illumina o fulmina. Le Rocce verrà riqualificato, mi si risparmi il “cosa c’è sotto e con chi lo fa”. C’è solo la volontà di restituire il bene al futuro. Non è, lo ripeto, il comodato di Antonio Presti».

Il progetto. «Dal punto di vista architettonico – ha aggiunto Presti – c’è da dire che occorrerà una collaborazione dei vari enti anche in termini istituzionali alla progettazione per il recupero de Le Rocce. La progettazione della parte centrale degli spazi del villaggio lo vorrei affidare ad un bando internazionale di architetti, senza scelte singole e arbitrarie da parte dell’archistar di turno. C’è da chiedersi se ha senso ricreare quelle stesse architetture o con le stesse volumetrie si possono rigenerare le casette con materiali organici, in nome della bioarchitettura. La mia idea è quella di mettere poco cemento. Realizzare un labirinto sullo scoglio è un’altra idea che sto studiando, e immagino di andare ad illuminare tutta la baia, fare di quel luogo un respiro di luce. Voglio coinvolgere le scuole, dalle elementari all’Università. Si possono programmare attività di design internazionale. Io comunque voglio aprire subito Le Rocce, creando un percorso in sicurezza il sabato e domenica, intanto con una mostra internazionale di fotografia. A marzo credo che si potrà aprire nei fine settimana. Nei prossimi mesi capiremo meglio, strada facendo, lo scenario».

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