Paolo Gentiloni Silveri, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
Paolo Gentiloni Silveri, ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale

Il dado è tratto, alla fine il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha scelto Paolo Gentiloni per il dopo-Renzi, o forse è meglio per un (simil) Renzi-bis. L’ormai ex Ministro degli Esteri è stato incaricato dal Quirinale per andare a presiedere un Governo a tempo che ancora non si sa bene quanto dovrà durare e che nasce tra mille perplessità ancora una volta senza il mandato popolare degli elettori. In barba al desiderio “strozzato” di tornare alle urne da parte delle opposizioni e degli italiani che non più tardi di una settimana fa avevano votato a valanga il “No” alla riforma costituzionale, le consultazioni hanno dunque partorito il mandato a Gentiloni, che nel suo incarico non avrà solo la patata bollente della legge elettorale da dirimere. Una scelta forse “necessaria” visti gli imminenti appuntamenti istituzionali a cui il nostro Pese non poteva certo mancare presentarsi senza un capo di Governo. All’orizzonte per il neo premier c’è il G7 di primavera a Taormina, appuntamento in cui il nostro Paese avrà la presidenza e dovrà comportarsi insomma da perfetto padrone di casa.

Gentiloni e la conoscenza del G7. E almeno da questo punto di vista non ci sarà bisogno di studiare la lezione per il nuovo inquilino di Palazzo Chigi. Gentiloni conosce infatti molto bene l’iter per il G7 di Taormina e si può dire che lo abbia seguito in prima persona in questi mesi perché proprio il suo Dicastero è quello che si è occupato da vicino delle attività di preparazione di una buona parte degli aspetti procedurali sinora avviati: in primis l’ospitalità delle varie delegazioni attese alla due giorni di Taormina del 26 e 27 maggio. E, a quanto pare, anche di questo Mattarella e Gentiloni hanno già ampiamente parlato nei loro colloqui al Quirinale. Una volta incassata la fiducia alla Camera e al Senato, Gentiloni inizierà (o ripartirà) da qui, dalla necessità di imprimere un’accelerazione in vista del G7, una situazione che il suo staff sta già affrontando da mesi ormai insieme alle rappresentanze di amministratori e albergatori della Perla dello Ionio. In questo caso occorrerà stringere i tempi perché c’è da dare l’avvio ai cantieri con i fondi già previsti nella legge di bilancio (45 milioni di cui 15 per opere e infrastrutture) e urge nominare un Commissario per il G7. A quest’ultimo spetterà il compito di far partire appunto i vari interventi ritenuti essenziali per una organizzazione ottimale dell’evento.

Tematiche internazionali. «Al G7 del prossimo anno a Taormina si discuterà anche e soprattutto delle situazioni di crisi a livello internazionale, soprattutto nel Mediterraneo e nel Medio Oriente», e del «problema della migrazione e dei profughi»: ha dichiarato il premier in pectore Gentiloni in un’intervista all’agenzia russa Tass. Gentiloni ha precisato che «la migrazione può essere trasformata in un’opportunità addizionale di crescita e di sviluppo per tutti i Paesi che affrontano questo fenomeno: i Paesi da dove emigrano le persone, i Paesi attraverso i quali passano i flussi migratori, e i Paesi delle destinazioni finali». Il ruolo internazionale dell’Italia al prossimo vertice dei Capi di Stato e di Governo sarà una priorità, uno dei punti di partenza del nuovo Governo e con molta probabilità – quando sarà calato il sipario sulla due giorni internazionale in terra siciliana – rappresenterà poi anche il capolinea dell’Esecutivo Gentiloni, visto che prima o poi bisognerà comunque ridare la parola agli italiani. Si tratta solo di vedere se dopo l’estate del nuovo anno o se addirittura nel 2018.

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