Due milioni e duecento mila euro, è l’introito annuale da record che a poche settimane dalla conclusione del 2016 si può già contare nel forziere di Palazzo dei Giurati sulla tassa di soggiorno. La casa municipale potrà contare su un introito decisamente sostanzioso per i prossimi mesi, che adesso è anche destinato inevitabilmente a riaccendere lo scontro politico sull’impiego dei fondi, che l’opposizione ha sollecitato a più riprese debba guardare soprattutto al turismo e ai servizi per l’ospitalità e non, invece, alle esigenze di bilancio.

Le parole dell’assessore. «Anche quest’anno sull’imposta di soggiorno si stanno registrando numeri importanti – ha detto l’assessore al Turismo ed al Bilancio, Salvo Cilona -. Siamo al momento sui 2 milioni e 200 mila euro circa incassati dal Comune, ai quali si aggiungeranno gli incassi di dicembre, e riteniamo che a fine anno si raggiungerà la cifra di 2 milioni e mezzo di euro». La somma che dovrebbe essere poi quella totale al 31 dicembre dovrebbe superare di 1 milione circa l’incasso del 2015, quando il Comune di Taormina analogamente anche all’anno precedente, ottenne 1 milione e mezzo di euro. Va ricordato che dal 1 gennaio del 2016 sono entrate in vigore delle modifiche ed aumento delle tariffe, con un conseguente incremento di quanto poi è giunto nel bilancio di Palazzo dei Giurati. «Ma stavolta, in ogni caso, in vista del 2017 non ci sarà nessuna ulteriore modifica e nessun nuovo aumento delle tariffe. Vogliamo sgomberare in modo netto e chiaro il campo da qualsiasi voce in tal senso. La tariffe rimarranno quelle», afferma l’assessore al Turismo ed al Bilancio.

Contese politiche. L’imposta di soggiorno è in vigore a Taormina dal 1 gennaio 2013, e come detto a più riprese ha suscitato polemiche e aspre discussioni sull’esatto impiego di quelle somme. «Diciamo che di queste importanti somme cercheremo di farne un uso parsimonioso e consono – evidenzia Cilona -. Abbiamo già previsto interventi per la programmazione turistica. La situazione economica e amministrativa, in fase di riequilibrio, ancora non ci consente di fare grandi sbilanciamenti proprio nella direzione degli investimenti ma la volontà è quella di puntare sulle politiche del turismo e incentivarle».

La querelle con la Regione. Al momento il Comune deve fare i conti invece con l’assenza di lunga data dei proventi del Teatro Antico, il cui ultimo versamento da parte della Regione si è fermato al giugno 2014 ed è un “buco” milionario quello che si è creato in virtù della mancanza del 30% delle quote sul biglietto d’ingresso al più importante sito archeologico della città di Taormina. Una perdita, in parte, compensata dal costante aumento dell’introito della tassa di soggiorno, dove comunque Comune e Guardia di Finanza stanno andando anche avanti nell’attività finalizzata al tentativo di recupero delle somme non versate da alcune strutture ricettive e l’attenzione è concentrata soprattutto sulle attività “minori”, che sarebbero rimaste indietro o non avrebbero insomma ottemperato a quanto concernente i versamenti dovuti all’ente locale.

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