Pozzo Santa Filomena Trappitello Taormina
Pozzo di Santa Filomena a Trappitello

Il “caso acqua” verso una svolta dopo cinque anni di costanti e puntuali disagi per la popolazione di Trappitello ogni qualvolta arrivavano le piogge. La prudenza rimane d’obbligo ma dopo i primi mesi di maltempo e dopo soprattutto la bomba d’acqua del 25 novembre scorso, i pozzi di contrada Santa Filomena non si sono inquinati. A differenza, insomma, di quanto era spesso e tante (troppe) volte avvenuto, l’acqua dei rubinetti delle abitazioni non è più diventata marrone ed è fuoriuscita in maniera normale.

Il mistero. Miracoli della natura? Ovviamente no. E allora l’acqua che non si sporca più alimenta, a suo modo, un “giallo nel giallo”. Le cause ufficiali, di fatto, di quanto avvenuto in questi anni non sono state individuate con certezza nonostante siano state fatte varie ipotesi, eppure il problema pare si sia avviato verso una soluzione. E allora cosa accadeva sino a qualche mese fa? Perché i pozzi si inquinavano e adesso invece (per fortuna) quel fenomeno non si sta riproponendo? L’ipotesi più plausibile, che al momento è soltanto tale, è che ad inquinare i pozzi pubblici possa essere stata la condizione forse non idonea di qualche altro pozzo privato sito nella zona, più a monte di dove si trova l’acquedotto di Trappitello. Qualche privato forse aveva, insomma, dei problemi e ha provveduto a mettersi in regola. Il Comune aveva, infatti, preannunciato attraverso dichiarazioni del sindaco Eligio Giardina e dell’assessore Gaetano Carella l’avvio d’intesa con il Genio Civile di una serie di controlli ed ispezioni a tappeto nelle aree dei pozzi privati a monte dell’acquedotto della frazione e in quello stesso momento si è andato a risolvere l’emergenza dell’acqua torbida. Una casualità? Forse si o forse no, fatto sta che da lì in poi l’acqua marrone non si è più vista. L’acqua diveniva sino a qualche mese torbida anche dopo poca pioggia, eppure nemmeno la bomba d’acqua del 25 novembre ha determinato una nuova emergenza. I segnali positivi di fine estate sono diventati una conferma che i pozzi comunali non hanno più patito infiltrazioni di fango.

Indagini. Ad ogni modo gli accertamenti sono destinati a proseguire, sulla base della convenzione sottoscritta con l’Università di Messina, che ha messo a disposizione il professore Giuseppe Tito Aronica ed il geologo Giovanni Randazzo. Si tratta dei due esperti universitari nominati dal Comune per risolvere il problema delle vasche di raccolta che si impregnavano di fango ad ogni temporale nel complesso di captazione di Santa Filomena della frazione Trappitello. La relazione consegnata di recente ai vertici di Palazzo dei Giurati proprio dagli esperti dell’Ateneo di Messina ha proposto un’approfondita analisi del problema e a questo punto si continuerà, intanto, a verificare se l’emergenza sia da considerarsi definitivamente archiviata. Ma la ricerca delle cause di quel fenomeno deve andare avanti a prescindere dall’evoluzione confortante della vicenda, come sollecitato anche dai residenti ed in particolare dal “Comidi”. Il Comitato “Insieme per i Nostri Diritti”, come si sa, ha incalzato Palazzo dei Giurati a più riprese in questi cinque anni sull’argomento sino anche ad inviare una serie di lettere ai vari enti preposti, e anche di recente ha ribadito la necessità di fare accertamenti in grado di svelare l’origine e quindi la causa del mistero una volta per tutte.

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