Gladys Art Gallery. Sergio Pugnalini, in arte Giolini
Sergio Pugnalini, in arte Giolini

Un altro pezzo della Belle Époque di Taormina abbassa le saracinesche e si piega alla dura legge del “caro affitti”. Dopo 30 anni chiude, infatti, Gladys Art Gallery, la storica galleria d’arte taorminese di Sergio Pugnalini, in arte Giolini, una vera e propria culla dell’arte e della cultura sita in Corso Umberto. Martedì mattina in quella splendida bottega è arrivato, lì davanti alla vetrina, un camion per i traslochi e diversi taorminesi e turisti si sono fermati a osservare e chiedersi cosa stesse accadendo. Giolini, l’artista gentiluomo, e la moglie Gladys Ochoa se ne vanno e si trasferiranno all’estero nel Paese di lei.

Amarezza e tristezza. «Purtroppo è finita – spiega Giolini. In fondo è la vita, per tutto c’è un inizio e una fine. Ce ne andiamo, non possiamo più sostenere i costi, l’affitto che ci è stato chiesto di rinnovare è troppo caro. Siamo costretti a lasciare. E c’è anche la pressione delle tasse che è diventata insostenibile. È strano vedere la galleria mentre facciamo il trasloco e viene smantellata, pezzo dopo pezzo. È stata la nostra casa per quasi 31 anni. Siamo stanchi, abbiamo dato il cuore alla splendida Taormina e abbiamo pubblicizzato in ogni parte del pianeta le sue bellezze. Da qui sono passati tanti artisti di livello internazionale e i nostri quadri sono stati spediti in tutto il mondo. Mia figlia vive a Torino, adesso però con mia moglie Gladys andremo in Sud-America, nella zona di Santa Marta, vicino Cartagena. C’è amarezza e tristezza ma siamo anche consapevoli di aver dato tutto per onorare Taormina con il nostro lavoro e col nostro amore per l’arte».

Il futuro. Sergio e Gladys andranno a vivere nella romantica Santa Marta, a Nord della Colombia, in un pezzo di globo che si affaccia sul Mar dei Caraibi. Al posto della Gladys Art Gallery nascerà un negozio di abbigliamento, l’ennesimo tra i tanti che ormai caratterizzano Corso Umberto. Gladys Art Gallery continuerà idealmente a vivere con i vari dipinti sparsi tra le case e i vari luoghi di Taormina e del mondo, in ogni dipinto che mostra il grande talento dell’artista romano. L’avventura di Giolini nell’arte ebbe inizio a Piazza Navona ritraendo i passanti stranieri e provando le più svariate tecniche pittoriche. Nel 1976 il trasferimento a Taormina e l’innamoramento per i colori siciliani che lo spinsero a decidere di utilizzare i colori ad olio. Pur continuando la sua costante ricerca, prerogativa dell’ artista mai contento di se stesso, Giolini negli anni ha preferito dipingere soggetti taorminesi. «L’avventura di Giolini – disse il prof. Vittorio Torchia – è cominciata da solitario, senza particolari studi e senza maestri, da autodidatta. Ha obbedito ad un suo istinto, ad una sua tendenza, adoperando matita e carboncino e, successivamente, l’olio. Nel Suo lavoro c’è quasi tutta Taormina in garbate miniature e quadri pensati. Ha raccolto e animato gli “angoli” meno noti, predominando con pudica gentilezza e mai con presunzione».

L’addio alla Perla. Fine interprete della Sicilia incastonata ai piedi dell’Etna e affacciata sul blu del mar Ionio, Giolini adesso spegne le luci di Corso Umberto n.6 sulle mille suggestioni da lui a lungo immerse nella cultura e ed esaltate con un perfetto connubio espressivo tra arte e storia, glamour e art de vivre. «Abbiamo condiviso con la gente la nostra passione per questo stupendo angolo d’Italia e abbiamo accompagnato i viaggiatori alla scoperta delle atmosfere e dei colori mediterranei evocati dalla celebre scuola pittorica paesaggistica napoletana. Speriamo di aver donato così qualche momento di magia e che quell’istante d’incanto possa rimanere nel cuore di chi ci ha conosciuti. Grazie Taormina, grazie a tutti».

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