Risultati a Taormina Referendum costituzionale

Il ddl Boschi non diventerà legge. Il 59,11 % degli elettori ha votato No alla riforma costituzionale. L’Italia all’indomani del referendum si risveglia con la certezza che la Carta Costituzionale non verrà modificata e la possibilità di una nuova crisi politica. Il premier Matteo Renzi, a poco più di un’ora dalla chiusura dei seggi, annuncia le sue dimissioni: «Non sono riuscito a portare il Sì alla vittoria. L’esperienza di questo governo finisce qui, ce ne andiamo senza rimorsi». E quello che doveva essere un voto alla riforma ha avuto le sue prime ripercussioni politiche. Le promesse da campagna elettorale sono state mantenute e già nella giornata di oggi Renzi potrebbe rimettere il proprio mandato al Presidente della Repubblica.

I dati in Sicilia. In Sicilia ha votato il 56,65% degli aventi diritto. Il No ha ottenuto il 71,58%, mentre il Sì il 28,42% delle preferenze. L’Isola si conferma, dunque, come una delle roccaforti del No. Ancora più alto, rispetto alla media regionale, il dato di Palermo: hanno detto No oltre il 72% dei votanti. A Catania il No arriva addirittura a sfiorare il 75%. Poco al di sotto, invece, della media regionale il dato di Messina che si attesta sul 69,55 %. Il dato siciliano è molto indicativo a livello politico. Nell’ultimo mese erano arrivati in Sicilia molti esponenti del Pd per sostenere le ragioni del Sì. Lo stesso Renzi aveva più volte attraversato lo Stretto per firmare patti con i sindaci delle città metropolitane dell’isola. Ma non è servito a nulla. Quasi due milioni di siciliani hanno detto No alla riforma della costituzione ma soprattutto hanno lanciato un chiaro segnale politico.

La vittoria del No a Taormina. Anche a Taormina, nella città scelta da Renzi come sede del prossimo G7, ha vinto il No: il 71,48% dei taorminesi ha bocciato la riforma costituzionale. E questo nonostante il Partito democratico di Taormina, durante la campagna referendaria, ha organizzato varie iniziative a sostegno del Sì. Ma evidentemente la proposta di riforma della carta costituzionale, in città sostenuta dai consiglieri comunali Pd Piero Benigni, Graziella Longo e Carmelo Valentino, non ha convinto i taorminesi. Così come gli elettori del comprensorio. Ha vinto il No anche a Castelmola con il 78,89%, a Giardini Naxos con il 76,45% e a Letojanni con il 67,54%.

La sconfitta. «Volevo cancellare le troppe poltrone della politica italiana. Non ce l’ho fatta e allora la poltrona che salta è la mia». Visibilmente emozionato durante la conferenza stampa convocata a Palazzo Chigi intorno a mezzanotte, il premier ha fatto quello che aveva annunciato all’inizio della campagna elettorale, in caso di vittoria del No: «Domani pomeriggio convocherò il Consiglio dei Ministri, ringrazierò i miei colleghi e salirò al Quirinale, dove consegnerò le dimissioni nelle mani del presidente Mattarella» ha detto, ringraziando quanti hanno lavorato perché le riforme andassero avanti. E adesso, dopo mesi di aspra campagna referendaria, la parola passa al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che dovrà scegliere il nome del successore di Matteo Renzi.

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