Palazzo Chigi, 05/12/2016 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha tenuto a Palazzo Chigi una conferenza stampa sul referendum
Palazzo Chigi, 05/12/2016 - Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha tenuto a Palazzo Chigi una conferenza stampa sul referendum

«Ho perso io, il mio governo finisce qui. Lascio l’Italia con un 2017 in cui saremo protagonisti a Taormina, a maggio, per il G7». Così Matteo Renzi certifica la sua sconfitta al Referendum mettendo la parola fine al governo che voleva cambiare la Costituzione dei padri fondatori e che invece è stato rottamato dagli italiani con verdetto netto e inequivocabile. «Qui sta per piovere ma è l’ultimo giorno in cui pioverà sino a giugno del 2017», aveva detto Renzi il 22 ottobre scorso a Taormina nella conferenza stampa di lancio del G7, ma la pioggia di quel sabato è diventata un diluvio torrenziale di “no” su di lui, travolto nella partita della vita in una domenica di dicembre che ha visto mobilitarsi gli italiani alle urne come rare volte accade.

Affluenza storica. È andato a votare il 68% degli italiani, numeri da mobilitazione popolare che per un referendum non si vedevano dai tempi del voto sul divorzio del 1974, persino vicini al 75,16% delle elezioni politiche del 2013. La morale della favola è che il 60% degli italiani hanno deciso che la Costituzione non poteva essere pensionata da una riforma furbacchiona e pasticciata, una proposta di legge che anzichè tagliare i costi della politica avrebbe partorito un Senato non più formato da eletti ma da sindaci (e consiglieri regionali) nominati dal giglio magico della politica, con una pletora di amministratori che già non riescono ad amministrare bene i Comuni e che per giunta sarebbero stati mandati in gita settimanale a Roma per un paio di giorni al mese non certo a costo zero (ma col regalino di rimborsi spese-viaggi-missioni) e pure con l’immunità. E adesso la palla passa al Capo dello Stato Mattarella, mentre dalle parti di Taormina già da ieri sera ci si chiede che fine farà il G7.

Il G7 rimane nella Perla. Verrà spostato altrove? Il successore di Renzi se lo porterà da qualche altra parte? A scanso di equivoci e fantasie, a meno di cataclismi, si può già sgomberare il campo da questa ipotesi, a prescindere da chi sarà il nuovo presidente del Consiglio. Non a caso lo stesso Renzi nel suo discorso d’addio ha sottolineato che il G7 avrà luogo a Taormina. Lavori a parte (che dovrebbero scattare ad inizio 2017), la macchina organizzativa è già ampiamente avanti sulla sicurezza e sulle ospitalità e in diversi altri aspetti poco visibili e non reclamizzati per ovvi motivi di sicurezza, e nelle prossime ore arriverà a Taormina una delegazione statunitense per concordare ulteriori dettagli. E ci sono anche due procedure pubbliche già in corso, una da 25,3 milioni di euro per l’appalto Consip sui servizi di gestione dell’evento, l’altro è l’avviso di manifestazione di interesse appena indetto dalla Prefettura di Messina sui servizi di ristorazione e alberghieri per Forze dell’Ordine e Forze Armate. Semmai c’è da chiedersi, a questo punto, chi farà gli onori di casa al G7 di Taormina e quale Governo ci sarà. Si andrà a votare o ci sarà l’ennesimo Governo tecnico? Renzi lascia ma il suo non è un addio e si ricandiderà, i Cinque Stelle stavolta potrebbero puntare su Di Maio o Di Battista, e nel centrodestra sgomita Salvini ma si riaffaccia l’immortale Berlusconi. Ad oggi nemmeno le quartine di Nostradamus conoscono lo scenario dei prossimi mesi, l’unica certezza è che la Costituzione vive ancora, e che gli italiani ora invitano Mattarella a non emulare i disastri di Napolitano con altri nuovi mostri simil-Monti.

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