Orlando Russo, il sindaco di Castelmola
Orlando Russo, sindaco di Castelmola

Rimangono drammatiche le condizioni di 18 famiglie della zona di Santa Venera, in prossimità del torrente sul versante che ricade nel Comune di Castelmola, rimaste isolate a seguito della bomba d’acqua verificatasi nei giorni scorsi nell’intero comprensorio ionico. Il sindaco Orlando Russo non nasconde la sua preoccupazione e conferma che «la situazione è critica». «Abbiamo sollecitato tutti i vari enti preposti ma non abbiamo ancora avuto nessuna risposta positiva e soprattutto tutta quella gente rimane isolata e in attesa di una svolta che non arriva. Il Comune ha cercato di fare la propria parte e sta facendo tutti il possibile per quanto di propria competenza e tenendo conto che evidentemente non abbiamo i mezzi e le risorse per risolvere l’emergenza. La gente è comprensibilmente molto preoccupata per l’attuale condizione di assoluto disagio che in quella zona si sta vivendo», spiega il sindaco Russo.

Condizioni al limite della civiltà. «Non è possibile e non è giusto che ad una settimana ed oltre ormai da quei fatti la gente sia costretta a dover mettere i piedi in acqua per uscire di casa e spostarsi e senza potersi muovere nella normalità delle cose. Per questo rinnovo il mio appello alla Protezione Civile, al Genio Civile e a chiunque possa darci una mano. Se dovesse continuare questo stato di cose non escludo una protesta eclatante. E certamente il possibile ritorno delle piogge, previsto per i prossimi giorni, ci porta ulteriore preoccupazione ed evidenzia ulteriormente la necessità di un sostegno immediato alla nostra richiesta di aiuto». Oltre alla zona del torrente Santa Venera a Castelmola sono altrettanto difficile le condizioni di altre aree che si trovano in condizioni davvero difficili, come contrada Garitella e Scala Traversa, ed in quest’ultima contrada ci sono altre 2 famiglie isolate. Soprattutto le contrade, le aree periferiche versano in una situazione di disagio tra strade che non sono percorribili e l’evidente ostacolo di massi e pietre sui vari tracciati, ad impedire gli spostamenti e anche solo la possibilità di uscire di casa. «Basterebbe vedere la strada che costeggia Monte Petraro – spiega Jenny Gullotta, esponente del Comitato Amici delle Contrade – . E’ impossibile passare e anche a piedi è molto difficoltoso.È una strada secondaria e bellissima perché panoramica ma oggi mostra tutta la potenza della natura ed anche la stupidità di quelle persone che in altri periodi dell’anno fanno partire il fuoco dalla vallata facendo bruciare tutto. Non aggiungo altro e ringrazio soltanto Dio ogni giorno di essere viva». E rimane soprattutto la situazione molto preoccupante di contrada Cuculunazzo, dove la frana del 2013 si è replicata qualche settimana fa e servono 2 milioni di euro dalla Regione per mettere in sicurezza il costone. I danni dell’alluvione del 25 novembre ammontano invece al momento ad oltre 1 milione di euro.

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