Hotel Duomo di Milano
Hotel Duomo di Milano

Arrivano importanti e rassicuranti notizie per l’hotel “San Domenico” di Taormina, e di riflesso per il panorama alberghiero ed economico della capitale del turismo siciliano. La nuova proprietà dello storico albergo sta varando un piano finalizzato ad estinguere alcuni problemi economici derivanti da altre vicende, scongiurando così sul nascere problemi che potrebbero eventualmente incidere su Taormina.

Il pignoramento. Aveva destato scalpore e preoccupazione negli ambienti taorminesi lo scorso ottobre la notizia del pignoramento dell’Hotel “Danieli” di Venezia: uno dei gioielli che fanno capo all’imprenditore Giuseppe Statuto, che di recente è anche diventato proprietario del Grand Hotel San Domenico nella Perla dello Ionio. Oggetto del contendere, a quanto pare, il mancato pagamento di alcune rate del mutuo, per una ventina di milioni, con la cifra in gioco che è però altissima: lo storico hotel veneziano, acquistato da Starwood nel 2005 per 242 milioni, ne vale attualmente 160. Il pignoramento prenderebbe a riferimento proprio la cifra pagata quasi 10 anni fa per la compravendita, quindi, stando a quanto si è detto nelle varie indiscrezioni di stampa il valore complessivo del pignoramento ammonterebbe a circa 242 milioni di euro (anche se non pesa di fatto sull’attività dell’albergo che è regolarmente aperto e continua ad accogliere i suoi clienti di tutto il mondo). Statuto, ricordiamo, possiede anche il Four Seasons e il Mandarin a Milano, oltre che l’importante albergo taorminese.

Hotel Duomo in vendita. Adesso – anche se va sottolineato che non ci sono conferme o ufficialità in merito, arrivano indiscrezioni secondo cui Giuseppe Statuto, per trovare la liquidità che servirebbe al piano di sviluppo alberghiero, avrebbe messo in vendita l’Hotel Duomo di Milano. Si sarebbe subito fatta avanti, a quanto pare, la Bank of Montreal, per un controvalore di 250 milioni compresi i lavori, anche se l’accordo sarebbe ancora “in via di definizione”. Oltre a Bank of Montreal sarebbe interessato all’acquisizione anche un fondo tedesco, più altri pretendenti che però avrebbero formulato offerte più basse e quindi ritenute decisamente meno appetibili dalla proprietà dell’edificio meneghino.

Gli affari della Bank of Montreal in Italia. Si tratta, ad ogni modo, della seconda offerta da parte del colosso australiano in Italia, dopo l’acquisto degli spazi Coin in via Cola di Rienzo a Roma. Nel settore alberghiero, dove vorrebbe concentrarsi, ha in stand by ormai da anni i lavori per quello che nel 2018, in via Brera, dovrebbe diventare l’hotel W, gestito dal gruppo Starwood Marriott. Bank of Montreal opera attraverso tre gruppi operativi: Personal and Commercial Banking (P&C); Private Client Group (Pcg) e Bmo Capital Market. Può vantare oltre sette milioni di clienti in tutto il Canada e può vantare una solidità finanziaria ampiamente testimoniata dal fatto che, nel tempo, ha mantenuto 1.600 sportelli bancari in Canada e negli Stati Uniti, con la presenza attiva di suoi uffici in altri 24 Paesi nel mondo. Ed è con Bmo Real Estate Partners che Statuto potrebbe chiudere una importante operazione che darebbe ampia liquidità al suo gruppo per mettersi alle spalle i patemi creati dal “Danieli”. I canadesi hanno acquistato in Italia di recente per 86 milioni l’immobile che ospita il centro commerciale di lusso Coin Excelsior a Roma in via Cola Di Rienzo per il proprio portafoglio immobiliare europeo. Lo stabile in questione si trova nelle immediate vicinanze della basilica di San Pietro e dei Musei Vaticani. La strategia d’investimento immobiliare paneuropea di BMO Real Estate Partners investe in immobili commerciali di pregio nelle principali ed esclusive vie dello shopping di importanti città europee e si rivolge a investitori istituzionali. L’immobile a Roma è il quarto a essere inserito nel portafoglio della strategia lanciata nell’ottobre 2015. In precedenza sono stati acquistati tre immobili commerciali a Parigi e a Barcellona. Il quinto potrebbe essere l’Hotel Duomo di Milano, con 250 milioni che andrebbero al gruppo Statuto.

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