Il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario D'Agostino interviene sul caso libreria Bucolo a palazzo Ciampoli
Il vicesindaco e assessore alla Cultura Mario D'Agostino interviene sul caso libreria Bucolo a palazzo Ciampoli

La Giunta comunale prende posizione sulla vicenda della decisione dell’Assessorato regionale ai Beni Culturali di far diventare una parte di Palazzo Ciampoli sede della Libreria Bucolo. Il caso sta scatenando a Taormina in queste ore aspre polemiche ed alcuni consiglieri hanno espresso dissenso su tale scelta. Ora sull’argomento interviene il vicesindaco ed assessore alla Cultura, Mario D’Agostino che nei prossimi giorni incontrerà a Palermo l’assessore regionale Vermiglio per discutere sulla questione.

La presa di posizione dell’Amministrazione. «Certamente apprezziamo la volontà da parte della Regione di tenere aperto tutto l’anno, e non solo, dunque, episodicamente – un immobile prestigioso come il Palazzo Ciampoli – afferma in una nota D’Agostino -, così come lo è il voler trovare una soluzione ad un problema non solo culturale ma anche sociale quale la assenza di una libreria a Taormina. Non conosciamo i dettagli dell’accordo tra le parti, ma il fatto che siano state inserite clausule “culturali” , come l’organizzazione di eventi di livello, e “sociali”, come l’impegno a realizzare dei progetti per l’infanzia e per la incentivazione alla lettura nelle fasce scolastiche, sono elementi di impatto positivo. Quello che ci saremmo aspettati, piuttosto, è una maggiore interlocuzione tra la Regione e questa Amministrazione locale, coinvolgendo dunque la Città, proprio in rapporto all’utilizzo dello storico palazzo».

Il caso. «Questa Amministrazione comunale ad esempio, aveva già fatto richiesta di una parte del’immobile per creare una pinacoteca della Città di Taormina, ipotesi non esclusa ma nemmeno ad oggi supportata da parte dell’amministrazione regionale. Al di là delle scelte portate avanti dall’Assessorato regionale, riteniamo che un preventivo confronto sull’utilizzo dell’immobile sarebbe stato proficuo, proprio nell’interesse della città, ed avrebbe forse disinnescato quelle polemiche che sono state ampiamente sollevate. Per sgombrare il campo da equivoci – continua D’Agostino -, è bene ribadire che la questione del Festival letterario Taobuk e della libreria Mondadori di Taormina sono situazioni che vanno affrontate in modo indipendente, poiché devono essere considerate distinte e separate; personalmente, ritengo il Taobuk una manifestazione letteraria di altissima qualità, che pur con tutte le eventuali migliorie da poter esercitare, rappresenta un evento di pregio per Taormina ed importante richiamo turistico. La chiusura dell’unica libreria a Taormina, invece, pur rappresentando sempre e comunque una sconfitta sociale, è evento del quale una amministrazione locale difficilmente può farsene carico. Se la Regione Sicilia ha inteso scegliere la strada dell’affidamento di una parte del Palazzo Ciampoli per scongiurare la chiusura della libreria – conclude D’Agostino -, in ogni caso è bene che non dimentichi come le aspettative della comunità taorminese passano prevalentemente attraverso un utilizzo pubblico dello stesso, e di questo non potrà certamente non tenerne conto».

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