«La Sicilia non è un’isola da bagno. Sicuramente il turismo balneare attrae flussi importanti ma se puntiamo realmente sulla cultura possiamo ottenere degli ottimi risultati». Il presidente emerito di Uftaa, Federazione Mondiale delle Associazioni delle Agenzie di viaggio, Mario Bevacqua, intervenuto agli Stati generali del turismo di Taormina, ha sollevato la problematica della destagionalizzazione. Problematica che Taormina conosce molto da vicino. «Se oggi chiamiamo tutte le strutture ricettive che esistono in Sicilia – spiega Bevacqua – riscontreremmo il vuoto assoluto a cominciare da Taormina». La Perla dello Jonio nei mesi di bassa stagione chiude, va in vacanza. Molti alberghi e strutture ricettive da novembre ad aprile, eccetto il periodo natalizio, rimangono chiusi per ferie. E non è passato inosservato che il vertice del turismo si sia svolto in una città deserta. «È stato correttamente riportato dalla stampa – sottolinea il presidente emerito di Uftaa – che siamo di fronte a una città vuota, chiusa, morta».

Destagionalizzazione. «Apprezzo lo sforzo dell’assessore al Turismo Barbagallo che dinamicamente si sta muovendo cercando di mettere sul tappeto varie possibilità di crescita per dare uno choc a questa quiete esistente. Ma la pubblica amministrazione non può continuare a girare intorno agli argomenti – afferma Bevacqua – non possiamo stare con le chiese e i siti archeologici chiusi o aperti a spezzoni senza programmazione. Gli operatori turistici hanno bisogno di certezze».

Biglietti aerei. Il presidente emerito della Federazione Mondiale delle Associazioni delle Agenzie di viaggio si è soffermato anche sul caro prezzi dei biglietti aerei, battaglia che Bevacqua porta avanti da diversi anni. «Dal 2013 al 2015 il prezzo del carburante scese da 120 dollari al barile arrivo a 35 dollari – spiega Bevacqua – questo però non comportò nessuna modifica del prezzo del biglietto aereo, nonostante le compagnie aeree nei loro regolamenti hanno sempre specificato una correlazione tra costo del biglietto e costo del petrolio. Noi come Uftaa stiamo portando avanti una sorta di class action a favore dei consumatori globali».

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