Funivia Mazzarò, dopo il violento nubifragio di venerdì scorso
Funivia Mazzarò, dopo il violento nubifragio di venerdì scorso

Anche Taormina fa i conti con i danni del maltempo dopo il nubifragio che ha colpito duramente il territorio ionico nella giornata di venerdì. L’apprensione è scattata soprattutto per la situazione di via Crocefisso, chiusa venerdì sera per motivi di sicurezza mentre un fiume di fango scendeva lungo l’arteria. Si temeva una lunga chiusura del tracciato sottoposto da poco ad interventi di ammodernamento e riqualificazione e riaperta soltanto da pochi mesi ma nella mattinata di ieri è stato effettuato un sopralluogo dal sindaco Eligio Giardina insieme all’Ufficio Tecnico comunale, che sembra aver scongiurato il rischio di un prolungato impedimento al traffico della principale arteria di Taormina Sud. Lungo la carreggiata è stata riscontrata la presenza appunto di fango ed alcuni piccoli smottamenti, e già ieri sono scattati dei lavori per cercare di liberare il tracciato e consentire la riapertura in tempi brevi. Giardina rassicura: «Ci sono le condizioni per una rapida riapertura, gli addetti stanno lavorando. Rispetto ad altre località anche vicine possiamo dire che a Taormina sia andata bene. Il territorio è stato messo a dura prova dalle fortissime piogge». Ieri mattina si è registrato qualche momento di apprensione per un black out elettrico che ha interessato l’ospedale San Vincenzo ma la situazione, per fortuna, è rapidamente poi rientrata nella normalità.

Disagi e pericoli. Sul territorio comunque si sono verificati problemi nella zona di via Cappuccini e piazza Cacciola, interessate da una frana, ed identiche difficoltà si sono registrate in via Garipoli dove sono andate in tilt le condotte per la raccolta delle acque ed in via Zaccani. A Trappitello allagamenti e disagi in via Arancio ed in contrada Santa Filomena. C’era grande paura per la funivia, interessata da una bomba di fango esattamente un anno fa e poi costretta alla chiusura per diversi mesi, ma l’impianto è riuscito a resistere invece senza alcun problema. Si temeva un’altra invasione dei locali motore perché dalla montagna sovrastante l’impianto funiviario è sceso anche stavolta fango: «Ma i cancelli chiusi e la recinzione che è stata realizzata hanno retto perfettamente», spiega l’ing. Sergio Sottile, direttore d’esercizio della funivia di Taormina. C’è stata tanta paura soprattutto nelle contrade, tra Taormina e Castelmola, dove si è dovuto lavorare sino a tarda notte e poi nelle prime ore del mattino per liberare alcuni tracciati invasi dal fango, dovendo evitare che alcune famiglie restassero isolate. Nella popolosa area di contrada Mastrissa si sono impegnati anche i residenti, volontari che hanno contribuito ad un lento e importante ritorno alla normalità. Infine, si registra preoccupazione dopo l’ennesima infiltrazione d’acqua dal tetto di Palazzo Corvaia, l’ex storica sede del parlamento siciliano che oggi accoglie l’Ufficio del Turismo.

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