Undici consiglieri comunali di Taormina hanno formalizzato ieri un esposto contro l’attuale
procedura in atto che dovrebbe portare alla trasformazione del Comitato TaoArte in Fondazione. I consiglieri ravvisano dei “vizi” nell’atto, ed hanno così deciso di prendere posizione contestando in particolare che nello statuto predisposto dal commissario ad Acta, Pietro Di Miceli, venga individuato nella figura del futuro amministratore unico, il ruolo di rappresentante legale dell’ente, che a detta dei consiglieri dovrebbe invece spettare al sindaco della Città di Taormina, che sino a questo momento ha anche la presidenza di Taormina Arte.

L’esposto. Ad aver sottoscritto il documento il presidente del Civico consesso, Antonio D’Aveni (promotore dell’iniziativa), Vittorio Sabato, Carmelo Leonardi, Rosi Sterrantino, Pinuccio Composto, Nunzio Corvaia, Liliana Tona, Franco Pizzolo, Nino Moschella, Salvo Brocato ed Eugenio Raneri. L’esposto è stato inviato ieri alla presidenza della Regione Sicilia, alla presidenza dell’Assemblea Regionale, agli assessori al Turismo ed ai Beni Culturali, alla Commissione Affari Istituzionali, alla Commissione Speciale d’inchiesta e vigilanza sul fenomeno della mafia in Sicilia, al sindaco della Città Metropolitana di Messina, all’assessore alla Cultura di Messina ed alla presidenza della Commissione Consiliare Bilancio di Messina.
«Per la tutela degli interessi generali della Regione e della Città di Taormina nella stesura, si
ritiene, si debba tener conto di parti non negoziabili quali: 1) in oggetto ai Fondatori promotori (Regione, Città Metropolitana di Messina, Comuni di Messina e Taormina su decisione degli Organi competenti), la sede deve essere individuata nella Città di Taormina; 2) Il Sindaco pro tempore di Taormina deve essere il Presidente della Fondazione e presiedere anche il Consiglio di Amministrazione; 3) L’Amministratore unico, non può avere la rappresentanza legale, (art. 13 c. 2 a) Statuto) con le relative rifluenze di cui all’art. 15 (Settori, Direttori artistici); 4) subentro della Fondazione nei diritti, obblighi, rapporti attivi e passivi alla data della trasformazione nonché del personale dipendente che rimane poco tratteggiato e/o contraddittorio».

A chi la vigilanza? Sempre per i consiglieri lo statuto attuale che è stato predisposto dal commissario ad Acta, Pietro Di Miceli, «esautorerebbe di fatto gli Organi cui compete la vigilanza e la tutela degli Enti (Consigli metropolitano e comunali)». «Nella segnalazione e opposizione», scrivono i consiglieri, si propone una «istanza di rigetto e/o eventuale sospensione del procedimento di riconoscimento di persone giuridiche di diritto privato (Associazioni e Fondazioni) ed iscrizione nel Registro delle persone giuridiche istituito presso la Regione Siciliana». «La procedura di riconoscimento e registrazione della Fondazione, così prevista, non può avvenire perché caratterizzata da vizi legali e di forma – spiega D’Aveni -. La rappresentanza legale spetta al sindaco e non ad altri. Non è un’azione nei confronti né del sindaco né di nessuno ma a volte la tracotanza offusca la mente. Questa nostra azione è solo l’inizio e se non ci sarà un passo indietro su quello statuto intraprenderemo altre iniziative».

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