Via Fazzello, Il consigliere comunale del Pd, Graziella Longo
Il consigliere comunale del Pd, Graziella Longo

I lavori di ristrutturazione di Palazzo Ciampoli si sono ormai conclusi da un pezzo, l’ex Sesto Acuto è stato ripristinato con inaugurazione del 29 dicembre 2015 eppure quando è ormai trascorso un anno la via Fazello, a suo tempo chiusa al traffico per quei lavori, resta nel limbo di un’incertezza interminabile.

Situazione incerta. La chiusura al transito veicolare non si sa se sarà definitiva o se altrimenti provvisoria e sino a quando ed, in ogni caso, occorre una regolamentazione della situazione. Nella scorsa seduta di Consiglio comunale del 15 novembre, il sindaco Eligio Giardina ha ribadito che la strada rimarrà chiusa e che il passaggio verrà consentito soltanto ai residenti di via Fazello. Intanto, in via Fazello rimangono i paletti, i residenti trovano in sosta delle auto lasciate da quelle parti da chi non risiede in zona e ci sono gli scooter che in qualche modo si incuneano tra i paletti per riuscire a passare.

Longo chiede delucidazioni. Sulla vicenda è tornata adesso il consigliere del Pd, Graziella Longo, che reclama chiarezza sulle intenzioni dell’Amministrazione: «In assenza di soluzioni concrete – ha detto il consigliere Longo -, siamo costretti a riproporre la situazione di via Fazello, sulla quale l’ultima risposta che ha dato il sindaco è quella di fare autorizzare la strada soltanto a chi ha il garage. Tuttavia, quella sera, il 14 novembre, il sindaco ha sotteso un fatto gravissimo accaduto in via Fazello, ovvero un esposto presentato da un residente in quella zona che per motivi di salute, gravi, della propria moglie si è trovato a non poter fare entrare l’autoambulanza. E’ passato un anno e tre mesi da quando è iniziata la sperimentazione della viabilità in via Fazello ma nulla è cambiato».

Frecciate all’Amministrazione. «Dalla mia breve esperienza politica di questi tre anni – conclude il consigliere Longo – ho notato che in questo Comune c’è una centralità del sindaco come se tutto si riversasse soltanto sulla sua persona, salvo poi naturalmente dire «la responsabilità non è mia, è degli uffici o del comandante Pappalardo». Magari adesso avremo la centralità del segretario e verrà demandato tutto al segretario generale. E non si possono sottacere altri problemi che affliggono questa città che restano irrisolti, come lavori in strade che vengono aperte e poi chiuse senza segnalare nulla ai cittadini, e poi anche l’arredo urbano e i suoli pubblici ancora in attesa di un regolamento».

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