Letojanni, Frana A18
Letojanni, Frana A18

C’è qualche apprensione in vista del G7 di Taormina del maggio prossimo dopo che la Procura della Repubblica di Messina, nell’ambito dell’inchiesta sulla frana che il 5 ottobre 2015 ha interessato un ampio tratto dell’autostrada A18 Messina-Catania, all’altezza di Letojanni, ha disposto anche il sequestro di tutto il costone. Come ormai è noto, sono 10 gli indagati tra amministratori pubblici e privati per disastro ambientale e falso.

Auspici. «Ci auguriamo di non arrivare al G7 con il costone sotto sequestro – spiega il Procuratore aggiunto di Messina Giovannella Scaminaci -. Il provvedimento è finalizzato a non utilizzare questi tratti e questi terreni se non al fine della messa in sicurezza. E’ emerso che non solo non è stato messo in sicurezza il costone, ma che gli sversamenti continuano. Non un semplice smottamento, ma un vero disastro ambientale».

Le indagini. Secondo la Procura lo smottamento avvenuto sarebbe stato frutto di una serie di omissioni da parte di chi era tenuto a realizzare tutta una serie di interventi già indicati nel “Piano Assetto Idrogeologico” nel 2013 dato il rischio e la pericolosità della zona, qualificata come area caratterizzata da dissesti conseguenti ad erosione accelerata. Situazione aggravata dalla circostanza che il territorio immediatamente posto sulla sommità della collina è stato oggetto, tra gli anni 70 e 80, di un vero e proprio sbancamento finalizzato alla realizzazione di insediamenti urbanistici, alcuni dei quali immediatamente prospicenti sul pendio che sovrasta l’autostrada Messina – Catania, caratterizzato da una pendenza del 75%. Adesso la preoccupazione è che si arrivi al G7 del 26 e 27 maggio con il costone ancora sotto sequestro e con i relativi disagi alla viabilità che, in tal caso, ne conseguirebbero presso la sede autostradale, in un punto sito proprio alle porte di Taormina.

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